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Colpi di dente-La cronaca settimanale di Ayman el Kayman, n°15

L'Islam è compatibile con... ? (spuntare la casella)


AUTORE:  Ayman el Kayman, 13 novembre 2006

Tradotto da  Gianluca Bifolchi


E’ diventata una domanda rituale nel rito francese (e occidentale) dei falsi problemi eccessivamente mediatizzati (falsi perché la risposta che si desidera è già nota per quelli che sollevano la questione): L’Islam è compatibile con la Repubblica?  L’Islam è compatibile con il tanga -- indice supremo della liberazione femminile? L’Islam è compatibile con il sindacato democratico dei commercianti di alcol e tabacco (SMATD)? Ogni giorno che passa dall’11 Settembre 2001, questa domanda è posta con lancinante insistenza dai Padroni della parola che ci assediano con la loro propaganda, facendoci pensare che ci prendono per degli idioti completi.

Per qualche mese la nuova casella da spuntare è stata il “bagaglismo”. La domanda del giorno è pertanto: “L’Islam è compatibile con il bagaglismo?” E’ una storia pazzesca, ma ahimé io non invento nulla.

Dall’11 Settembre è risaputo che ogni membro dell’equipaggio ed ogni passeggero di un aereo da trasporto deve fare attenzione agli altri passeggeri che hanno una faccia da musulmano. Come si riconosce un musulmano? Semplice: basta che sia sufficientemente scuro di pelle, con o senza barba.Se è rasato di fresco è in missione segreta. Un momento, questo mi ricorda uno scherzo cubano: subito dopo il trionfo della rivoluzione, un uomo si presenta all’entrata di un accampamento militare di “barbudos”. Non avendo un mento sul pelo il guerrigliero di guardi gli chiede i documenti. L’uomo si apre la patta e bisbiglia: “polizia segreta”.

Per farla breve, in questi tempi di Jihad, nessuno si può fidare dei Musulmani. E non è solo dai passeggeri sospetti che bisogna guardarsi: “Sono ovunque” ripetono in coro i Padroni della parola. Il fatto è che i Musulmani non sono solo grandi viaggiatori, che usano tutti i conosciuti mezzi di trasporto, dall’aereo supersonico alla piroga, fino all’asino e al cammello. Lavorano anche negli aeroporti, a cominciare dai facchini che portano i bagagli. Dunque potete immaginarvi il pericolo: questi sono abbastanza marci da metterti una piccola bomba nella valigia, una piccola bomba regolata in modo da esplodere durante il volo.


Guai a Roissy


L’aeroporto di Roissy è il più a est nel gruppo dei tre principali aeroporti europei, insieme a Heatrow (Londra) e Francoforte. C’è anche una delle più grandi compagnie francesi, con 80.000 dipendenti in più di 700 imprese per più di 200 mansioni distribuite in 11 principali branche d’industria. E il 40% di questi dipendenti sono musulmani. Questo significa 32.000 persone. L’aeroporto si estende per 3.200 ettari, il che dà una densità di 10 musulmani per ettaro, in altre parole 0,001 musulmani per metro quadrato. Naturalmente, dato che molti di questi ettari sono piste su cui nessuno si avventura, neanche i Musulmani, la concentrazione di sospetti è molto più alta, specialmente nel settore chiave degli addetti al bagaglio.

Ah, gli addetti al bagaglio di Roissy! Nessuno li vede mai, dato che se ne stanno sotto terra, a trafficare con le tue valige, le tue borse, le tue casse, le tue racchette, i tuoi sci, e le tue carrozzine. Sarà questa esistenza sotterranea che stimola l’immaginazione?, In ogni caso, gli addetti ai bagagli sotteranei musilmani di Roissy saranno d’ora in poi una categoria ad alto rischio verso cui applicare il principio di precauzione, come se fossero polli qualunque sospettati di influenza aviaria, o manzi in sospetto di Encefalopatia Bovina Spongiforme.

Sulla base dei dati  forniti dalla UCLAT (l’unità centrale per la lotta al terrorismo), la sottoprefettura di Seine Saint-Denis (installata a Roissy, la prefettura essendo a Bobigny) ha ritirato in queste ultime settimane il nullaosta di sicurezza a 72 impiegati dell’aeroporto di Roissy, perché rappresentavano un problema di sicurezza. Dal momento che non hai più il nulla osta di sicurezza, non puoi più fare il tuo lavoro di addetto ai bagagli o di autista, perché non hai più accesso alle zone “significative”, e la maggior parte dell’aeroporto è classificato come “sensibile”. Gli sfortunati de-nullaostati avevano la scelta tra uno scambio di lettere su questa questione con la Prefettura ed una comparizione davanti alla commissione. Alcuni tra loro hanno optato per la “comparizione immediata” (scelgo questo termine intenzionalmente) questa commissione assomiglia come una goccia d’acqua ad un tribunale, il che ovviamente non è). E lì, si c’erano ad attenderli domande capaci di farli cadere dalla sedia. Ad esempio:

“Perché non vi scambiate un bacio con i vostri colleghi quando arrivate al lavoro al mattino?” Ma da quando lo scambio di baci fa parte degli obblighi del contratto di lavoro?

“Lei è andato in pellegrinaggio alla Mecca due volte. Perché? La prima volta che c’è andato non era abbastanza?” Anche questo va messo nel contratto di lavoro!

Una sarebbe degna dei dialoghi di un Courteline del XXI secolo:

“Perché lei porta la barba?”

"Ma non sono il solo: il mio collega Machin ha un’enorme barba e lunghi capelli”.

“Ma non è la stessa cosa: lui è un Vichingo!”


Recitare le preghiere vi renderà inevitabilmente sospetti.


Il sito web www.saphirnews.com ha intervistato alcuni de-nullaostati addetti ai bagagli. “Uno di essi, Karim, delegato della CGT, ci racconta il suo interrogatorio. ‘Mi hanno convocato alla fine del mio servizio di notte, dopo due sole ore di sonno. Mi hanno chiesto che legame avevo con l’Islam, con Tabligh (movimento islamico di preghiera, di ispirazione pietista), il salafismo (corrente tradizionalista e letteralista dell’Islam) e che rapporto mantenevo con i membri della mia famiglia. Mi hanno anche chiesto se mia moglia era musulmana, se andavo alla moschea e quale sarebbe la mia reazione se mi venisse chiesto di compiere un atto illecito. Ho risposto che non sono una persona facile da manipolare e che volevo sapere di cosa ero accusato, mi hanno risposto al condizionale, che loro interrogavano tutte le persone potenzialmente pericolose’’.

La testimonianza di Mohamed, addetto allo scalo per la società Penauille service air, va nello stesso senso. “Sono stato convocato. Mi sono fatto accompagnare da un testimone ed al mio arrivo ho chiesto la ragione di questa convocazione. C’erano tre persone, un assistente del Prefetto ed altri due uomini che credo facessero parte delle informazioni generali. Quando ho posto la mia domanda, l’assistente del Prefetto sembrava a disagio, e dopo aver tossito, mi ha detto: ‘In effetti ora veniamo alla questione religiosa’. Mi domandò: ‘Lei prega?’ Io risposi di si. Lo fa alla moschea? Si, come gli Ebrei fanno alla sinagogna e i Cristani in chiesa. Ha fatto il suo pellegrinaggio? Si, fa parte dei cinque pilastri dell’Islam. Dove? Mi chiese. Alla Mecca e a Medina, gli ho risposto, sorpreso che non lo sapesse.

Mi chiese anche se mi dava fastidio tagliarmi la barba, scambiare un bacio con le donne e cosa pensassi del salafismo. Gli ho detto che lavoravo con donne, omosessuali ed atei, che mi intendo molto bene con i miei colleghi, che non mi assento mai, anche se ammalato, e che non ho mai avuto un problema con la mia direzione. Un po’ di tempo dopo ho ricevuto una lettera che spiegava che non ero stato convincente, che non ero più considerato “improbabile” come possibile attentatore alla sicurezza dell’aeroporto e che rappresentavo un significativo pericolo per loro. Mi hanno dunque ritirato il nullaosta”.

E' l'ineffabile Philippe de Villiers, il cantore del "patriottismo popolare" che ha lanciato la campagna contro i  musulmani dell'aeroporto di Roissy in Aprile, pubblicando un libro che lui avrebbe scritto (o piuttosto fatto scrivere da un "negro" né musulmano nè sindacalizzato) per denunciare l' "infiltrazione di integralisti musulmani", nell'aeroporto di cui popolano i basamenti, abbandonati a oscuri complotti. Qualche tempo prima, de Villiers aveva proposto... la creazione di una guardia nazionale -- sul modello yankee -- per sorvegliare le moschee! Ancora prima, c'era stata l'incredibile avventura del bagaglista Abdrrezak Besseghir, vittima di un complotto della sua bella famiglia ed accusato a torto di preparare un attentato terroristico prima di essere riconosciuto innocente.

Tuttavia se Philippe de Villiers ha fieramente rivendicato la gloria di essere stato all'origine del ritiro dei nullaosta, sono stati in effetti i servizi di informazione yankee e britannici che hanno fatto pressioni sul ministero degli Interni francese, che ha gentilmente eseguito, e il suo titolare non è che un qualunque agente locale della bushesca crociata contro il terrorismo. Questa informazione, resa dai responsabili di associazioni musulmane ricevuti dal sotto-prefetto che ha loro rivelato questo "dettaglio" piccante, non è stata smentita. Alcuni addetti ai bagabli de-nullaostati hanno sporto lagnanze. La giustizia ha deciso di restituire il nullaosta a due di loro. L'affare segue il suo corso ed è lungi dall'essere alla fine.

Si può dare un solo consiglio a Sarkozy: sarebbe meglio che desse un taglio alle sue piccole provocazioni perché se continua così, rischia di ritrovarsi con un aeroporto --che è uno dei sette più importanti del mondo -- paralizzato dal primo sciopero di musulmani di Francia, e i musulmani non saranno certamente i soli a scioperare ("L'Islam è compatibile con lo sciopero?", la risposta è sì). E questo non sarà bello in piena campagna elettorale. Il solo vero pericolo per la sicurezza dei Francesi è lui, Sarkozy de Nagy de Bocsa. E' necessario ritirargli il nullaosta, prima che causi un'inevitabile catastrofe.

Buona settimana, ad ogni modo!
Che la forza dello Spirito sia con voi !



Originale su Tlaxcala 

Tratto da
 

 
 

Tradotto dal francese da Gianluca Bifolchi, un membro di Tlaxcala
, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questa traduzione è in Copyleft per uso non-commerciale : è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne l'autore e la fonte.
URL di questo articolo : 
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INCLASSIFICABILI: 13/11/2006

 
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