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04/07/2020
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Per un'altra commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite

Ho una richiesta anch’io


AUTORE:  Gianluca Bifolchi, 2 gennaio 2007

Tradotto da  Originale


I medici sono preoccupati per le condizioni di salute di Marco Pannella, al suo ennesimo sciopero per la fame per chiedere un'iniziativa dell'Italia in sede ONU per una moratoria sulla pena di morte. D'Alema ha detto che va bene, ma Pannella vuole qualche altro giorno di titoli sui giornali per legare il suo nome a quello della reazione internazionale al linciaggio di Saddam Hussein, e quindi lo sciopero va avanti.
Io non faccio scioperi della fame ma ho comunque anch'io qualcosa da chiedere al nostro ministro degli esteri, che ora si trova a gestire anche un seggio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Alcuni giorni prima di Natale è morto Uri Dan, giornalista israeliano e stretto collaboratore di Ariel Sharon. Il suo nome era poco noto anche tra coloro che seguono la cronaca mediorientale, ma vi è almeno una ragione per cui si dovrebbe parlare un po' di lui. Recentemente ha pubblicato in Francia un libro dal titolo: "Ariel Sharon: un ritratto da vicino"*, nel quale, senza giri di parole, si accusa l'ex primo ministro israeliano di essere il mandante dell'omicidio per avvelenamento di Yasser Arafat, con il segnale verde di George Bush, preventivamente avvisato.
Si può avere qualche dubbio se i servizi israeliani avrebbero avuto l'opportunità di una mossa del genere -- c'è molta mitologia al riguardo -- ma chi conosce la pratica degli assassinii mirati da parte del governo israeliano sa che la scelta degli obiettivi avviene in base a criteri dalle maglie molto larghe, e la posizione di Sharon allora era che il suo governo non si sentiva più "impegnato" contro la possibile liquidazione del capo dell'OLP.
Dunque la mia richiesta per D'Alema è questa: occorre che il Consiglio di Sicurezza costituisca una commissione di inchiesta per indagare sulla morte di Yasser Arafat in base alle indicazioni fornite da Uri Dan.
A ben guardare lo statuto dell'ONU una simile prassi è alquanto irrituale, ma la prassi al Palazzo di Vetro viene ora stiracchiata in maniera da mantenere rapporti assai vaghi con lo statuto, e le sanzioni all'Iran ne costituiscono un esempio molto recente. Quanto alla richiesta specifica di una commissione di inchiesta, il precedente è naturalmente quello dell'analoga iniziativa presa dal Consiglio di Sicurezza sull'omicidio dell'ex premier libanese Rafik Hariri, le cui conclusioni -- fatte a pezzi dalla stampa tedesca -- sono comunque ritenute sufficientemente valide dal governo Siniora per annunciare il suo favore ad un vero e proprio processo sulla cosiddetta "pista siriana". D'Alema ha ufficialmente dato il suo assenso, a nome del nostro paese, alla celebrazione del processo, ben sapendo quali enormi tensioni esso sta generando in Libano.
Ma sto parlando sul serio? Davvero credo che D'Alema possa farsi promotore di una commissione di inchiesta sulla possibilità che la morte di Arafat sia stata decisa a Gerusalemme? No, non ci credo, ma sarebbe ora di cominciarsi ad organizzarsi perché i D'Alema e quelli della loro specie siano costretti a rendere conto pubblicamente delle loro scelte.

* Ariel Sharon : Entretiens intimes avec Uri Dan, éditions Michel Lafon, Paris, octobre 2006


 

Versione Francese qui 

Gianluca Bifolchi è un membro di
 
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CRONACHE TLAXCALIANE: 03/01/2007

 
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