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Perché l'Etiopia ha invaso la Somalia?

La guerra per procura degli USA in Africa


AUTORE:  David Whitehouse, 5 gennaio 2007

Tradotto da  Tradotto da Gianluca Bifolchi


Le forze Etiopiche hanno fatto irruzione nella Somalia del sud nelle ultime due settimane del 2006 per scacciare le milizie islamiste da Mogadiscio ed installare un governo attentamente selezionato per essere amichevole verso gli USA.

Con i suoi cari armati e cacciabombardieri MIG, l'Etiopia ha avuto il sopravvento sull'Unione delle Corti Islamiche (UCI), le cui milizie si sono ripetutamente ritirate e dissolte fino a che quelli rimasti sono fuggiti verso aree remote del paese.

L'asserita ragione dell'invasione era lo sradicamento degli islamisti radicali che avrebbero guidato l'UCI verso un governo in stile talebano della Somalia. La Somalia non ha avuto dal 1991 un governo centrale, quando il rovesciamento del dittatore Mohamed Siad Barre, sostenuto dagli USA, gettò il paese tra le braccia di signori della guerra rivali.

Il nuovo "Governo Federale Transitorio" (GFT) cha ha preso il potere dopo l'invasione dell'Etiopia -- formato nel 2004 da una conferenza riunitasi in Kenia e dominata dall'Etiopia -- rappresenta il tredicesimo tentativo di formare un governo.

La sua capacità di sopravvivere è dubbia. Il GFT è guidato da un veterinario che non ha esperienza politica ed un Somalo che ha trascorso decenni in Etiopia senza mettere piede in Mogadiscio dal 1977. Detto "lo sgabello a due gambe" da qualche specialista Somalo, il GFT non ha una base significativa nel clan Hawiye che predomina tra i due miliioni di abitanti della capitale.

Ed ora che le corti islamiche sono state private dall'autorità, i signori della guerra, che esprimono clan a loro volta, stanno di nuovo facendo capolino. Possono facilmente abbattere un governo che manca di un radicamento sociale e dipende da stranieri per la sua difesa.

In ogni caso, l'Esercito etiope probabilmente tra due settimane lascerà il paese -- per evitare il destino umiliante riservato dai signori della guerra agli USA nel 1993, e che fu raccontato in Black Hawk Dawn.

Ma il dittatore etiope Meles Zenawi ha già conseguito il suo obiettivo, comunque -- non installare un governo funzionante, ma impedire agli islamisti somali di riuscirci loro; e conquistare il favore degli USA per il fedele servizio prestato nella "Guerra al Terrore".

Gli Usa hanno giocato un ruolo chiave nel portare per primi gli islamisti alla ribalta. Sostenendo il GFT dal momento della sua formazione nel 2004, gli USA resero evidente il loro sostegno alla politica di interferenza etiope in Somalia. Questa minaccia spinse l'UCI, allora una libera confederazione di undici corti di Sharia (la legge islamica) a Mogadiscio, alla creazione di milizie nel 2005.

Allarmati dalle milizie -- e dalla prominenza dei radicali salafiti - gli USA fecero ricorso alla CIA per mettere insieme una forza "anti-terrorista" con base tra i signori della guerra del paese nel primo 2006. Gli USA diressero i signori della guerra da Djibuti -- la sottile striscia costiera tra Etiopia, Eritrea e Somalia -- da una task force del Pentagono di 1500 persone predisposta nel 2002 per coordinare l'intervento degli USA e dei suoi mercenari nel Corno d'Africa.

Dopo quattro mesi di combattimento, le meglio disciplinate corte islamiche sconfissero in Giugno i signori della guerra. Nel vuoto di potere lasciato dalla ritirata dei signori della guerra, l'UCI cominciò ad esercitare per la prima volta il suo controllo come forza politica.

A dispetto della rigidità delle regole imposte -- e le restrizioni sui film, sulle celebrazioni miste di uomini e donne, e sulla libertà di movimento delle donne -- le corti ricevettero nuovo sostegno per via dei cambiamenti che seguirono alla sconfitta dei signori della guerra. Questi includevano una drastica diminuzione della violenza contro i civili ed una diminuzione dei prezzi per via dell'abolizione dei checkpoint dei signori della guerra che estorcevano "tasse" di trasporto. Con l'aiuto dell'UCI di Mogadiscio, le nuove corti di Sharia iniziarono ad apparire in altre parti della Somalia del sud.

Per i primi di Dicembre, gli USA erano pronti per uno scontro con gli islamisti. Con il sostegno dell'Unione Africana (UA), il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite autorizzò una "forza di pace" per proteggere il governo fantoccio GFT, allora insediato a Baidoa, la seconda città della Somalia. L'esercito UA fu tenuto esente dall'embargo dell'ONU riguardante l'invio di armamenti in Somalia.

Da Giugno, l'Etiopia aveva già infiltrato migliaia di soldati ell'area di Baidoa, e l'UCI vide correttamente nella risoluzione ONU un invito agli Etiopia a lanciare un assalto su Mogadiscio. Nelle prime settimane di Dicembre, militanti dell'UCI si scontrarono con unità dell'Etiopia e del GFT vicino a Baidoa, che fornì il pretesto per la guerra lampo dell'esercito etiope fino alla capitale della nazione alla fine dell'anno.

La promessa di una "forza di pace" dalla parte dell'UA -- che ora viene messa insieme con difficoltà tra riluttanti volontari regionali -- offriva all'Etiopia di Meles la possibilità di invadere con successo senza le grane di essere anche forza occupante in Somalia.

Questo uno-due, che ricorda altre guerre USA che portarono a "forze di pace" multilaterali, reca i segni di una strategia elaborata a Washington. Questa volta, comunque, il nuovo governo potrebbe cadere prima che ci sia alcuna "pace" da mantenere.

Come spiegare l'affermarsi delle corti islamiche, perché l'Etiopia era ostile ad esse, e cosa seguirà a questa caduta?

Il movimento delle corti ha sempre incluso un'ala "jihadista" -- una minoranza fondamentalista che divenne più importante man mano che la "guerra al terrore" poneva una difesa armata più vicino al centro del programma delle corti. Alcuni membri della milizia delle corti possono avere legami con al-Qaeda, comprese le squadre che misero bombe alle ambasciate USA in Kenia e Tanzania nel 1998. Ma la jihad non è mai stata la ragion d'essere delle corti.

Dopo il collasso del governo centraledel 1991, le corti di sharia cominciano ad apparire come un'iniziativa degli anziani dei clan di Mogadiscio e di uomini d'affari per punire i ladri ed ottenere il rispetto dei contratti.

Secondo il gruppo internazionale di crisi (ICG), le corti riflettono la diversità dei sottoclan da cui provengono -- compreso le corti conservatrici e sufi che respingono il fondamentalismo "salafita", insieme alle corti rette dai jihadisti stessi. Nella maggior parte, le severissime punizioni sharia avevano scarsa applicazione, dice l'ICG, per via della tradizionale influenza della legge del clan.

Con il diffondersi delle corti, esse attrassero sia il sostegno finanziario delle monarchie del Golfo, compreso l'Arabia Saudita. E mentre l'ostilità dell'Etiopia verso le corti cresceva, il suo rivale regionale, l'Eritrea, cominciava a rifornire le corti di armi.

Durante una brutta guerra di frontiera tra il 1998 e i 2000, l'Etiopia e l'Eritrea condussero una guerra per procura grazie a contatti in Somalia. Si riferisce che duemila soldati eritrei siano attualmente presenti in Somalia.

Oggi Meles enfatizza la connessione tra le corti ed al-Qaeda per conquistare simpatie in Occidente a favore di una preoccupazione dell'Etiopia che è di carattere più fondamentale e più antico -- l'ampia presenza di musulmani di lingua somala nel suo paese, dominato da cristiani.

L'ultima guerra dell'Etiopia contro la Somalia fu un tentativo sostenuto dagli USA da parte di Siad Barre di prendere assumere il controllo dell'Ogaden -- popolato dal clan somalo Darod -- nel 1977. La recente ascesa dell'UCI ha minacciato di rivitalizzare i clan somali residenti su territorio etiope.

Piuttosto che aspettare che i contatti dei militanti dell'UCI si sviluppassero tra i Darod dell'Etiopia, Meles ha deciso di usare i suoi alleati Darod come un cuneo per esercitare un'influenza etiope sulla Somalia. I Darod Somali dominano il nuovo governo attualmente sotto protezione etiope a Mogadiscio, e combattenti Darod hanno preso parte all'invasione.

Meles è consapevole dell'isolamento del GFT, e non vi è dubbio che è pronto ad abbandonare quando i signori della guerra Hawiye -- ed il resto delle milizie delle corti -- indebolirà il suo potere.

Le milizie stesse possono convertirsi in guerriglia, ed attireranno la maggior parte del sostegno nella misura in cui appariranno come combattenti contro l'occupante straniero. Ma avranno difficoltà a mantenersi unite. Separate dalla loro base originaria nelle corti, le milizie non possono contare sulla lealtà di clan allo stesso modo dei signori della guerra -- dal momento che queste forze sono troppo opportunistiche per sopravvivere come combattenti in esilio.

Gli ultimi frammenti delle milizie possono tenersi insieme nelle condizioni di guerriglia solo con l'azione di un'ideologia radicale. L'attuale fuga delle milizie rappresenta quinti l'isolamento dei jihadisti dal più ampio movimento delle corti. Le corti stesse sono sconfitte. E nel contesto somalo, è improbabile che risorgano presto come forza politica.

La guerra civile incessante ha reso la politica somala notoriamente spregiudicata -- e la gente continua a cercare un vincitore sul cui carro saltare. Alcuni sostenitori delle corti passeranno ad appoggiare il GFT, ed altri sosterrano i risorgenti signori della guerra -- i sicuri terroristi della Somalia. La maggior parte terranno la testa in basso, cercando di continuare a vivere.

In questo modo, l'invasione, un'impresa nel contesto del potere regionale condotta in nome della "guerra al terrore", può riuscire in ciò che è apparentemente impossibile -- sprofondare la Somalia in una miseria ancora peggiore.


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Originale da 
SOCIALIST WORKER ONLINE

Tradotto dall'inglese all'italiano da Gianluca Bifolchi, un membro di 
Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questa traduzione è in Copyleft per ogni uso non-commerciale : è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne l'autore e la fonte.
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LA MADRE AFRICA: 07/01/2007

 
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