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Cosa è in gioco nel Corno d'Africa


AUTORE:  Monica Moorehead, 7 gennaio 2007

Tradotto da  Tradotto da Gianluca Bifolchi


Circa 15.000 soldati etiopici hanno invaso Mogadiscio, la capitale della Somalia, alla fine di dicembre per sconfiggere militarmente le Corti Islamiche. L'UCI ha controllato fino a poco tempo fa ampie sezioni della parte sud di quella nazione. E' stata ora respinta fuori dalle città ed ha affermato che condurrà una guerra di guerriglia contro gli invasori.

Questa guerra e l'invasione si sono innescate ai primi del 2006. Il Governo Federale Transitorio, che è stato messo insieme con la connivenza USA e Britannica, ha sostenuto l'invasione.

Il 1° di Gennaio, le forze UCI sono state temporaneamente respinte indietro. L'UCI ha una base di massa tra i Somali, oltre che tra i musulmani della regione, in parte dovuta ai servizi sociali che fornisce ai poveri, in particolar modo nelle aree del'assistenza sanitaria e dell'istruzione.

Il governo USA ha apertamente sostenuto questa invasione sotto la parola d'ordine dell'amministrazione Bush dell'interminabile lotta contro il "terrorismo", inziata dopo l'11 Settembre. Questa guerra ha avuto inizio con le invasioni illegali dell'Afghanistan e dell'Iraq ed ora estende i suoi tentacoli nel Corno d'Africa. Milioni di musulmani vedono la guerra senza fine di Bush come un pretesto per attaccare l''Islam, non solo come religione ma anche per aver osato resistere ad una aggressione imperialista e coloniale.

Questo recente conflitto ha attirato il Kenia, la Tanzania e l'Uganda in una alleanza anti-UCI. Jakkie Ciliers, direttore esecutivo dell'Istituto di Studi per la Sicurezza del Sud Africa, ha affermato nell'articolo "Africa, radici e guerra al terrore," che "L'impatto potenziale sulla regione è catastrofico, e può aprire nel Corno d'Africa, se non viene fermato, il più grande campo di battaglia tra gli USA e l'Islam, con disastrose conseguenze per la sua gente, la stabilità regionale e il consolidamento dello sviluppo africano, della pace e della sicurezza".

Una risoluzione ONU orchestrata da USA e GB, che hanno seggi permanenti nel Consiglio di Sicurezza, viene usata per giustificare l'invio di una "forza di pace" in Somalia per proteggere dalle forze dell'UCI il governo transitorio appoggiato dagli USA.

Lotta al "terrorismo" o caccia al petrolio?

Quale è stato il coinvolgimento concreto degli USA in questa guerra tra Etiopia e Somalia, due dei paesipiù poveri del mondo?

Secondo William Church, direttore del Great Lakes Centre for Strategic Studies, la CIA ha fornito tra 100.000 e 150.000 dollari al mese all'Alleanza per il Ristabilimento della Pace e del Controterrorismo, che include funzionari somali riconosciuti dall'Occidente, "signori della guerra" ed affaristi. Equipaggiamento militare è stato donato all'esercito somalo anche da parte della Select Armor, una compagnia privata con base in Virginia.

Il Pentagono ha anche mandato 19 milioni di armi e prestiti all'Etiopia nel 2005 ed è programmato che versi altri 10 milioni di armi quest'anno (Sudan Tribune). In paesi poveri come la Somalia e l'Etiopia, questo è molto denaro.

Proprio come Bush usò il pretesto della "lotta al terrorismo" per invadere ed occupare l'Iraq, sta usando ora la stessa accusa per giustificare il sostegno di Washington all'appoggio per l'invasione della Somalia da parte dell'Etiopia. E proprio come controllare un altro paese con riserve petrolifere era la vera ragione per invadere l'Iraq, lo stesso rimane vero per questa recente invasione del Corno d'Africa.

Il Corno ha grande valore strategico, dal momento che basi navali possono controllare il traffico di petroliere ed altre navi attraverso il Mar Rosso ed il Golfo di Aden. Inoltre, comunque, gli USA sono ben consapevoli che l'Africa ha le più grandi riserve di petrolio dopo il Medio Oriente e l'America Latina.

Fonti dell'industria affermano che le riserve ammontano ad oltre 95 miliardi di barili, circa l'8% del totale mondiale. La Nigeria è il principale produttore sul continente africano. Rimane uno dei paesi più poveri perchè la Shell, l'ExxonMobil e la ChevronTexaco, non il popolo nigeriano, controllano la produzione di petrolio, la ricchezze e gli utili prodotti in zona.

Molte delle riserve di petrolio dell'Africa non sono sfruttate e sono strategicamente localizzate nel Corno d'Africa, che è sul Mar Rosso e costituisce una rotta diretta per il Medio Oriente.

Il Pentagono ha stabilito un comando centrale in Africa nel 2002 e ha schierato navi da guerra al largo del Corno d'Africa. La scusa era il monitoraggio dei movimenti dei membri di al-Qaeda con base in Afghanistan.

Proprio il mese scorso, il Pentagono ha proposto alla Casa Bianca che un Comando Africano venga stabilito per supervisionare le manovre dell'esercito USA attraverso la regione africana. Ci si aspetta che Bush approvi questa richiesta entro i prossimi mesi.

Può esserci qualche dubbio che entrambi questi comandi svolgeranno il medesimo compito di lavorare per conto delle multinazionali del petrolio in un tentativo di supervisionare l'estrazione del greggio che ci si aspetta nel Mar Rosso?

Gli USA hanno espreso preoccupazioni che rappresentanti del governo cinese abbiano recentemente visitato il Kenia, il Sudan e l'Etiopia per discutere di petrolio ed accordi di commercio con quei governi. La Cina sta offrendo ai paesi in via di sviluppo termini migliori di quelli offerti dale potenze imperiali. Questa è un'altra ragione per cui gli USA vogliono approfondire la propria influenza economica in Africa attraverso l'egemonia militare.

Alla classe dirigente USA ed al suo braccio militare non importa molto dei popoli della Somalia, dell'Etiopia o degli Africani in generale. Gli amici possono diventare nemici e viceversa in un batter di ciglia quando i profitti sono in gioco.

Un esempio si ricava da quanto accadde nei primi anni 90, quando l'esercito USA invase la Somalia per portare presunti aiuti umanitari. I soldati furono respinti da una eroica resistenza del popolo somalo. Un altro esempio è che gli USA furono un grande nemico della rivoluzione in Etiopia del 1974 fino a che essa si indebolì e fu alla fine rovesciata da fattori interni ed esterni, compreso l'intervento USA. Oggi, il governo in Etiopia è gradito alla Casa Bianca.

E' importante per i rivoluzionari ed i progressisti rivelare ciò che sta accadendo nel Corno d'Africa e connettere questo sviluppo alla lotta globale contro i disegni imperialisti USA nel Medio oriente, in Asia ed altrove. Il popolo dell'Africa merita riparazioni, stabilità politica ed uno sviluppo economico libero dal dominio imperialista e dal saccheggio.


E-mail: mmoorehead@workers.org


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Originale da    

Tradotto dall'inglese all'italiano da Gianluca Bifolchi, un membro di 
Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questa traduzione è in Copyleft per ogni uso non-commerciale : è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne l'autore e la fonte.
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http://www.tlaxcala.es/pp.asp?lg=it&reference=1906


LA MADRE AFRICA: 13/01/2007

 
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