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Somalia: un remix dell'Afghanistan


AUTORE:  Pepe Escobar, 12 gennaio 2007

Tradotto da  Gianluca Bifolchi


La "guerra al terrore" è tornata facendo un bel botto. Prima l'Afghanistan, poi l'Iraq, ed ora la Somalia. E l'Iran potrebbe essere la prossima nazione islamica ad essere bombardata dagli USA -- come il presidente George W Bush ha telegrafato nel suo discorso di mercoledì sul "surge" [Impeto/ondata. ndt] .

Il Pentagono è dunque ben impegnato in ciò che ha descritto l'"arco di instabilità" che va dal Corno d'Africa al Medio Oriente e al Caucaso, fino all'Asia Centrale e all'Himalaya. Il Venezuela tropicale del Presidente Hugo Chavez forse non è islamico, ma lui non sta facendo troppi sforzi per rimanere fuori -- specialmente dopo il suo incendiario discorso di reinaugurazione in cui ha parlato di "socialismo o morte".

"Surge" è il nuovo slogan della casa. Si riferisce all'attacco USA sugli Africani in Somalia in cerca degli elusivi burattinai di al-Qaeda -- ma il principale obiettivo è stato mancato. Esso include le uccisioni della NATO di presunti Talebani nella provincia di Paktika, in Afghanistan questa settimana. I morti possono essere stati 80, o magari 150; nessuno sa davvero il numero delle vittime civili perché non c'è un solo giornalista nell'area e la NATO è in grado di deformare la realtà come vuole. I Talebani dicono che i morti sono tutti civili.

"Surge" si applica anche al Pentagono che si intromette sempre di più nell'affare di attaccare consolati stranieri, confiscare bandiere nazionali, computer ed arrestare persone, come è accaduto come una missione diplomatica iraniana -- secondo il ministro degli esteri iracheno Mohammad Ali Hosseini -- ad Irbil, nel Kurdistan iracheno.

Come fabbricare il "terrore"

Circoli militari USA lo hanno definito "un significativo cambio strategico" quando Donald Rumsfeld, in uno dei suoi ultimi incarichi come segretario alla difesa, preparò la nascita del Comando Africano -- una leggera, maligna macchina da combattimento che amplierà il mandato della task Forza combinata creata nel 2002 nel Corno d'Africa. Questo era stato chiuso secondo gli schemi della "guerra al terrore" in Kenia, Somalia, Etiopia, Sudan, Eritrea, Gibuti e Yemen.

La base militare USA di Gibuti -- sede della CIA e delle forze speciali che hanno aiutato il piano di invasione etiopico della Somalia -- sarà il quartier generale del Comando Africano.

Si potrebbero fare scommesse su quanti analisti CIA/Pentagono capiscono quanto sta accadendo nel vuoto pneumatico del Corno d'Africa. E' una spregevole guerra di tutti contro tutti -- che in una sinistra tragicommedia degli errori è stata generata dallo stesso Pentagono.

La Somalia è al 10% musulmana ed è popolata da un solo gruppo etnico, che parla una sola lingua. Come tutto il mondo arabo questa è una società basata sui clan -- sei clan principali, centinaia di sotto-clan. Quando il dittatore Siad Barre fu deposto nel 1991, l'inevitabile risultato fu una guerra civile tra clan.

Gli Americani sanno di Black Hawk Dawn nell'Ottobre del 2003 a Mogadiscio essenzialmente per via del film panavision di Ridley Scott. E naturalmente c'è Hawa Elmi, cioè la signora Black Hawk Down, un'ex nomade del deserto somalo che vive a Tokio e si fa pagare 3 dollari da ognuno che voglia contemplare un ammaccato naso di Black Hawk.

Gli Usa vennero buttati fuori dalla Somalia nel 1992. Le Nazioni Unite partirono nel 1995. Ciò che rimase andava oltre Mad Max, cioè il sogno dei talebani: uno stato completamente fallito con "tecniche" -- furgoni con su montate mitragliatrici o cannoni antiarei che se ne andavano in giro in una terra desolata pieni di imbecilli, balordi adrenalici, i mooryan, che sparavano, stupravano e saccheggiavano a caso.

Poi vennero gli attacchi dell'11 Settembre 2001. Per Washington, questo vuoto -- una violenta e senza governo terra desolata -- semplicemente non poteva essere tollerata. Un signore della guerra sanzionato dalle Nazioni UNite ed inevitabilmente impopolare, Abdullahi Yusuf, fu portato al potere senza troppi complimenti. Ma lui era il signore della guerra sbagliato -- a sentirne tre altri che effettivamente controllavano Mogadiscio, facendo profitti sulla pirateria, sul contrabbando di cellulari e il traffico di qat -- l'ubiqua, euforizzante pianta locale. Yusuf avrebbe solo governato sul suo "giardino" di Baidoa (echi di Hamid Karzai a Kabul).

Mogadiscio allora si sviluppò nel regno delle corti islamiche -- la soluzione locale , pratica, derivata dal mondo degli affari, per regolare la società usando la shariah (la legge islamica). Ma nel 2004 finalmente si riunirono sotto l'emblema dell'Unione delle Corti Islamiche (UCI).

Inevitabilmente Washington dette fuori di matto, e rispose con la "guerra al terrore". La CIA fece piovere oro ed armi su quei tre loschi signori della guerra -- una specie di riedizione di Afghanistan 2001. L'amministrazione Bush non poteva mostrare una faccia più amichevole ai signori della guerra, arrivando persino a violare un embargo delle Nazioni Unite. I signori della guerra formarono l'Alleanza per il Ristabilimento della pace e il Controterrorismo (un suggerimento della CIA?). In teoria, questa alleanza andava a caccia di al-Qaeda. In pratica combattè l'UCI.

Quindi Bush ebbe una guerra nuova di zecca, l'alleanza cotro le corti.

Nel dubbio, invadi

Ancora una volta lo schema americano si mostrò clamorosamente sbagliato. Le corti potevano contare sull'appoggio di tutto il sud della Somalia. I signori della guerra furono espulsi da Mogadiscio. E le corti assunsero il controllo dell'intera città. Nonostante tutte le geremiadi occidentali sulla talebanizzazione in atto, questo non era uno stato talebano -- e nemmeno una nuova Arabia Saudita.

Per sei mesi l'UCI riuscì ad imporre qualcosa che la Somalia non aveva mai visto in 15 anni di una sanguinosa guerra civile, che aveva prodotto più di un milione di morti. Qat ed armi furono bantiti. Il prezzo pagato dalla popolazione: niente cinema e niente musica occidentale. Solo due assassini furono messi a morte -- un numero di esecuzioni 12 volte più basso di quello del Texas.

Finalmente, la capitale fu sotto la legge e l'ordine, Le corti -- sebbene finanziate da ricchi e privati individui dell'Arabia saudita e del Golfo -- non stavano necessariemente evolvendo in qualcosa che assomigliava all'Afghanistan talebano. Il presidente, Sharif Sheik Ahmed, voleva buone relazioni con le Nazioni Unite, gli USA e l'Unione Europea. Negò con decisione i legami con al-Qaeda. La maggioranza della Somalia è moderata.

Normalmente, lasciati alle loro pratiche, i Somali avrebbero eletto un governo moderato islamico con un ampio mandato popolare. Sul cadavere neo-con di Washington, naturalmente. Con l'inevitabile permesso USA -- e l'addestramento militare -- l'Etiopia, il vicino arcinemico, cinque volte più popoloso della Somalia, decise di intromettersi, mandando non meno di 15.000 soldati per proteggere l'innocuo, non eletto "governo ad interim" del signore della guerra Yusuf.

L'Etiopia è prevalentemente cristiana, ma con una grande e piuttosto impaziente minoranza musulmana; nessuna meraviglia se il corrotto dittatore Meles Zenawi era preoccupato dall'incubo degli islamisti in Somalia che incoraggiavano i loro fratelli etiopici a sollevarsi. Gli islamisti a Mogadiscio erano stati chiari: gli Etiopi erano vicini ad affrontare la jihad. Ci sono voluti sei mesi a Zenawi per fare la sua mossa: approfittare dell'aiuto militare USA, invadere la Somalia, "proteggere" Yusuf e deporre l'UCI.

Una piena conflagrazione regionale diventa ora possibile. L'Eritrea, che potrebbe nuovamente scendere in guerra con l'Etiopia, aiuta l'UCI. Egitto e Yemen aiutano Yusuf. L'intero kafkiano spettacolo suggerisce la possibilità di un distastro senza fine nel Corno d'Africa per gli anni a venire. Il comando africano del Pentagono non avrà problemi a giustificare il suo budget.

Dopotutto, dalla Liberia alla Sierra Leone, dal Sudan alla regione Casamance in Senegal, dalla Somalia al Congo, gli stenografi dello "scontro di civiltà" e le pedine della guerra infinita stanno ora scommettendo che fame e conflitti etnici e religiosi fermenteranno tutti insieme in un sentimento anti-occidentale ed anti-USA, e saranno il perfetto strumento per la diffusione dell'islam radicale.

Prima crei il caos. Poi crei il "terrore", e infine espandi la tua "guerra al terrore" in ogni angolo islamico del mondo.

Così tanti demoni, così poco tempo

L'UCI ha raggiunto Hamas e Hezbollah nella demonologia ufficiale di Washington. E' facile prevedere il seguito. Quei tre, precedentemente esclusi, i signori della guerra sostenuti dagli USA che hanno terrorizzato la nazione per anni stanno ora assumendo il controllo. La gente dell'UCI si è dileguata tra la popolazione -- proprio come i Talebani in Afghanistan e i Ba'atisti in Iraq.

Ed un movimento di guerriglia islamista pienamente sviluppato è nato. Avranno un mucchio di bersagli tra i quali scegliere: soldati cristiani etiopi, milizie dei signori della guerra, il seguito del "presidente" Yusuf, lo strano americano. Il clan Hawiye gode di molta influenza a Mogadiscio. Non accetterà mai un presidente del clan Darod, come Yusuf.

Per quanto riguarda la triade Casa Bianca, Pentagono, e CIA, almeno per il momento stanno ottenendo quello che vogliono: un regime cliente in un'area di alto valore strategico come il Corno d'Africa, che si affaccia sul Golfo di Aden, vicino al mare Arabico, ad un tiro di sasso dal Golfo Persico. In più -- che altro si vuole? -- capita che in Somalia ci sia anche il petrolio.

Frattanto, bombardieri AC-130 ed elicotteri Apache stanno facendo piovere l'inferno su Africani che nonc'entrano niente. A dispetto del fuoco di sbarramento della propaganda, nessuno dei tre sospettati di essere membri di al-Qaeda per gli attentati del 1998 alle ambasciate USA in Kenia e Tanzania -- Fazul Abullah Mohammed, Saleh Ali Saleh Nabahn e Abu Taha al-Sudani -- è stato ucciso.

Ma almeno 31 persone lo sono state, compreso due sposi novelli, in un attacco USA martedì vicino al confine con il Kenia, secondo un parlamentare somalo -- e questo in aggiunta a 19 civili uccisi in un attacco domenica, secondo gli abitanti del villaggio di Hayo.

Per il "governo" Yusuf, questi sono tutti "combattenti islamici". Per quanto riguarda le "credibili fonti di intelligence" evocate dal Pentagono -- probabilmente coincidenti con i seguaci di Menzawi e Yusuf -- sono certamente dello stesso valore di quelle pachistane che tante volte indicarono la "precisa località" in cui si trovava il numero 2 di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri.

Va da sé che l'invasione della Somalia da parte Etiopia e sostenuta dagli USA genererà un tornado di contraccolpi. Ma questo è solo un fronte di battaglia in più in terra d'Islam. Gli Arabi buttarono fuori i Britannici dalla Palestina, gli Algerini buttarono fuori i Framcesi, gli Afghani buttarono fuori i Russi, i Libanesi buttarono fuori Americani ed Israeliani, i Somali buttarono fuori gli Americani, gli Iracheni butteranno fuori gli Americani.

La Somalia è il nuovo Afghanistan ed anche il nuovo Iraq. Inevitabilmente, i Somali butteranno fuori gli Etiopi sostenuti dagli USA. Fino ad allora, è tempo di "guerra al terrore", escalation ed assassinii mirati.


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Originale da 

L'autore

Tradotto dall'inglese all'italiano da Gianluca Bifolchi, un membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questa traduzione è in Copyleft per ogni uso non-commerciale : è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne l'autore e la fonte.
URL di questo articolo:
http://www.tlaxcala.es/pp.asp?lg=it&reference=1909 


LA MADRE AFRICA: 13/01/2007

 
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