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28/09/2020
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Pellegrini sciiti si affollano in una Baghdad dilaniata dalla guerra


AUTORE:   Khalil Jalil

Tradotto da  Gianluca Bifolchi


BAGHDAD -- Migliaia di pellegrini sciiti si sono dati convegno Mercoledì nella Baghdad dilaniata dalla guerra, marciando per le strade sotto un'occhiuta sorveglianza e una calura insopportabile per commemorare la morte di un riverito imam.

Il governo ha proibito tutto il traffico veicolare della capitale fin dall'alba come misura di sicurezza contro l'insidia delle autobombe, frequentemente usate contro folle sciite, e che hanno seminato la morte in altri eventi religiosi. Forze di polizia presidiavano ai checkpoint.

Due anni fa gli Sciiti in marcia in memoria dell'imam Musa Kadhim furono presi dal panico quando granate di mortaio caddero sulla moschea che ospita la sua tomba, tra le voci di attentatori suicidi sparsi tra la folla che attraversava un ponte sul Tigri.

Almeno 965 persone -- molte delle quali donne e bambini -- furono calpestati a morte nel fuggi fuggi o affogarono dopo essere saltate nel fiume, nella più sanguinosa tragedia del conflitto settario iracheno, un incubo ricorrente per molti ancora oggi.

Entrato in funzione negli ultimi tre giorni il coprifuoco ha ammantato le afose strade di Baghdad di un silenzio spettrale in cui uomini e donne vestiti in nero dalla testa ai piedi, e bambini, camminavano davanti a carri armati e jeep delle forze di sicurezza verso il sepolcro di Kadhim.

"Anche se non c'è sicurezza e i pericoli sono in agguato questa è un'occasione speciale che non potevamo mancare e uno dei più importanti eventi del mondo sciita", dice Haidar Abdul Hussein, 33 anni, del circondario di Karrada.

Tra soldati iracheni e americani circa in 85.000 da Gennaio sono dispiegati contro gli estremisti sunnititi e le milizie sciite, ma il numero di civili ucciso è rimasto alto ed è salito, lo scorso mese, ai livelli pre-surge.

Qualunque serio attacco alla commemorazione di quest'anno sarebbe un ulteriore colpo per il Primo Ministro al-Maliki e il suo sempre più esile governo, ora sotto il boicottaggio di 17 ministri appartenenti a gruppi sciiti, sunniti e non settari.

"I responsabili del piano di sicurezza a Baghdad hanno deciso di imporre il blocco dei veicoli da mercoledì mattina, invece che a sera (come da precedente annuncio) fino a sabato mattina", ha detto alla televisione il Generale Brigadiere Qassim Atta.

Ai civili non è permesso di portare armi e la polizia irachena sottoporrà a stretta sorveglianza il tragitto che i pellegrini, forse a decine di migliaia, percorreranno a piedi fino al distretto di Kadhimiyah, ha detto.

"Questo pellegrinaggio all'imam Kadhim è una delle nostre più importanti occasioni... che noi cogliamo sprezzando i pericoli", dice Karim Hussein, 35 anni.

"Arriveremo a Kadhimiyah il giorno precedente alla morte e rimarremo lì fino alla celebrazione di domani", aggiunge.

Musa Kadhim era il settimo dei 12 imam sciiti e morì a Baghdad nel 799, dopo essere stato avvelenato in prigionia. Ogni anni i pallegrini sciiti commemorano la sua morte visitando a decine di migliaia la sua tomba a Kadhimia.

La polizia nella città santa di Kerbala ha imposto anch'essa un coprifuoco al traffico veicolare, ha eretto checkpoint ed ha dispiegato una unità in più per proteggere i pellegrini durante la marcia a Baghdad, ha detto il portavoce Rahman Mushawi.

Da quando i soldati USA hanno invaso il paese nel 2003, l'Iraq è sprofondato nel conflitto settario tra fazioni estremiste della maggioranza sciita, ora al potere, e della precedente delusa elite sunnita, causando la morte di decine di migliaia di civili.

Avendo richiesto l'ultimo piano di sicurezza per domare la violenza, il numero dei soldati americani in Iraq si trova al livello record di 162.000, che il Pentagono attribuisce al sovrapporsi di diversi turni di servizio.

Sia Washington che Londra, la sua più stretta alleata, stanno ora spingendo la Missione di Assistenza in Iraq delle Nazioni Unite (UNAMI) ad allargare il suo ruolo e il suo mandato, in una votazione prevista per Giovedì.

La bozza di risoluzione mira a prolungare il mandato UNAMI, che termina Venerdì, e a incaricare lo speciale inviato delle Nazioni Unite in Iraq a "consigliare, sostenere e assistere" il governo di Baghdad su questioni politiche, economiche, legali e relative ai diritti umani.

Le Nazioni Unite ritirarono la maggior parte del loro personale da Baghdad quando 22 suoi dipendenti, compreso l'inviato speciale Sergio Vieira de Mello, fu ucciso da un camion imbottito di esplosivi all'uscita del suo quartier generale a Baghdad il 19 Agosto 2003.

Ma la violenza è continuata Mercoledì. Un ordigno posto lungo la strada ha dilaniato un convoglio di polizia a Kirkuk, capitale del petrolio nel nord, etnicamente mista, uccidendo un poliziotto e ferendone altri cinque, riferisce il colonnello Samir Abdallah.

A sud di Baghdad uomini armati hanno ucciso un uomo e rapito suo fratello, un membro della polizia sostenuta dagli USA, nei pressi della città di al-Wahda, riferisce il capitano Jassim Hassan.

E nella città sciita di Najaf, una banda armata ha seriamente ferito l'ex responsabile di uno stabilimento per il trattamento delle acque, Talal Bilal, ed ucciso il suo autista, dice la polizia.


Originale da http://www.middle-east-online.com/english/?id=21704 

Articolo originale pubblicato l'8 Agosto 2007 

Gianluca Bfolchi  è membro di
Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

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UMMA: 10/08/2007

 
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