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06/03/2021
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Lettera a Gordon Brown: Libertà per la Papuasia Occidentale!


AUTORE:  Benny WENDA

Tradotto da  Benedetta Scardovi-Mounier


La Papuasia Occidentale è la parte ovest dell'isola della Nuova Guinea (250 km a nord dell'Australia). È una delle zone del mondo più ricche di risorse naturali, quali petrolio, gas, rame, oro e legname. La Papuasia Occidentale è stata una colonia olandese fino al 1961, anno in cui si è costituito un Congresso e si è dichiarata l'indipendenza del paese. Ciò nonostante, dopo qualche mese dalla dichiarazione di indipendenza, l'esercito indonesiano invase la Papuasia Occidentale. Gli Stati Uniti intervennero e, previo accordo con Indonesia e Olanda, concesero il controllo della Papuasia Occidentale alle Nazioni Unite nel 1962, e un anno dopo trasferirono il controllo all'Indonesia. Gli abitanti della Papuasia Occidentale non vennero mai consultati e già nel 1969 era diffusa l'opposizione al controllo dell'Indonesia. Si arrivò ad un accordo secondo il quale l'ONU avrebbe dovuto supervisionare un referendum del popolo dell'isola di Papua, nel quale le opzioni di voto sarebbero state: rimanere parte dell'Indonesia o ritornare ad essere una nazione indipendente. Questo referendum fu denominato "Atto di libera scelta" ma non fu altro che una pagliacciata. Dopo avere dichiarato che i Papua erano troppo "primitivi" per far fronte alla democrazia, l'esercito indonesiano scelse uno per uno 1.026 Papua "più rappresentativi" su una popolazione totale di un milione  di abitanti e minacciò di uccidere loro e le loro famiglie se avessero votato contro l'Indonesia. Il risultato fu "unanime": la Papuasia Occidentale sarebbe rimasta parte dell'Indonesia. Dai primi giorni dell'occupazione indonesiana, la popolazione e il territorio della Papuasia Occidentale hanno subito continue violenze. Per mantenere il controllo sui Papua e per sfruttare I terreni per l'estrazione delle risorse naturali, l'esercito indonesiano ha sistematicamente assassinato, violentato e torturato la popolazione in quantità tali che si può definire genocidio. Secondo stime di Amnesty International più di 100.000 Papua sono morti come conseguenza della violenza appoggiata dal governo ai danni della Papuasia Occidentale. Al giorno d'oggi, la tragedia della Papuasia Occidentale continua: I Papua vogliono essere indipendenti, ma la comunità internazionale preferisce chiudere un occhio davanti ai crimini che l'Indonesia continua commettere. Nella lettera a seguire, Benny Wenda, leader del Movimento per l'Indipendenza della Papuasia Occidentale (West Papuan Independence Movement) con base in Gran Bretagna, rivolge una richiesta al Primo Ministro inglese Gordon Brown per aiutare i Papua.
(Cristina Santos, Tlaxcala)


                                                          


Onorevole Gordon Brown, Primo Ministro
10 Downing Street, Londra
UK SW1A 2AA


15 Agosto 2007

Onorevole Primo Ministro,

Per noi Papua, fare una promessa è una cosa solenne e sacra. Quando promettiamo di prenderci cura di un'altra persona in caso di malattia o che divideremo il cibo con qualcuno che ha fame, lo pensiamo seriamente… e facciamo veramente quello che abbiamo promesso. Noi Papua non dimentichiamo mai una promessa che abbiamo fatto. Né dimentichiamo le promesse fatte a noi.

Cosa significa nella vostra cultura fare una promessa? Oggi, 45 anni fa, la corona olandese, con l'appoggio di Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia ha fatto una GRANDE PROMESSA al mio popolo. È stata la più importante promessa che nessuno abbia mai fatto a noi Papua, perché riguardava il futuro del nostro paese intero. La vostra GRANDE PROMESSA era strettamente legata alla nostra sopravvivenza come Popolo.

Tutti i Papua, uomini o donne, sanno che cos'è l'Accordo di New York. Sta scritto nei nostri cuori ed è firmato con il nostro sangue. In un posto così lontano, New York City, avete deciso di prendere la nostra terra e consegnarla ai nostri nemici: l'Indonesia. Non avete avuto neppure il coraggio di consultarvi con noi Papua. Sapevate che volevamo essere liberi. Non avete neanche permesso ai nostri Anziani di intervenire a New York. Ci avete lasciato al di fuori mentre voi decidevate sul futuro del nostro paese.

Ma quando ci avete consegnato nelle mani del nostro nemico, ci avete fatto quella GRANDE PROMESSA, la più grande promessa che ci fosse mai stata fatta. Anche se il nostro nemico ha iniziato a ucciderci, torturarci, violentarci e imprigionarci appena messo piede sulla nostra Terra di Papua, avete promesso che tutta la nostra gente, uomini e donne già feriti, insanguinati e violentati dall'Indonesia, avrebbero potuto votare per decidere del nostro futuro. Ci avete promesso che avremmo potuto votare per essere LIBERI!
Ed avete promesso che avreste mandato osservatori delle Nazioni Unite al fine di proteggere il nostro voto democratico dalle pistole, coltelli, pugni e anfibi militari dell'Indonesia.

Ora, noi Papua vi chiediamo oggi di ascoltare il vostro cuore. Avete mantenuto quella GRANDE PROMESSA? Nell'Atto SENZA Scelta del 1969 l'Indonesia ha messo I nostri anziani in campi di concentramento e li ha obbligati con l'uso della forza a votare per l'Indonesia. Vi ricordate la solenne parola data al mio Popolo 45 anni fa? Che ne è stato della GRANDE PROMESSA quando avete aiutato l'Indonesia a mentire al resto del mondo dicendo che I Papua avevano votato liberamente per essere annessi all'Indonesia? E adesso che ricevete sempre più notizie riguardo gli assassini, le torture, gli incarceramenti e le violenze portate avanti dall'Indonesia su innocenti uomini e donne della Papuasia Occidentale, cosa vi dice la vostra coscienza riguardo la GRANDE PROMESSA che ci avete fatto?

Ecco perché oggi, 15 agosto 2007, io, Benny Wenda, sono qui, come leader del Movimento per l'indipendenza della Papuasia Occidentale in Gran Bretagna. Il mio corpo è molto lontano dal mio Popolo e dalla mia Terra, ma il mio spirito è ancora al loro fianco nella sofferenza e nella lotta per la libertà. Il mio messaggio rappresenta tutti noi Papua, rappresenta la gente dei villaggi e delle città, dei nostri giardini e giungle, coloro che si affacciano sull'oceano Pacifico o quelli che vivono nelle montagne e quelli che si trovano in esilio in tutto il mondo. Ricordatevi la GRANDE PROMESSA che ci avete fatto a New York il 15 agosto 1962. Permettete a tutti noi Papua di votare in un REFERENDUM PER L'INDIPENDENZA libero e onesto, garantito dall'ONU, affinché possiamo decidere del nostro futuro per noi stessi, secondo la vostra GRANDE PROMESSA.

Il nostro messaggio è molto semplice e viene dal nostro cuore: ABBIAMO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO. VOGLIAMO ESSERE LIBERI!

Cordiali saluti,

Benny Wenda
Leader per l'indipendenza della Papuasia Occidentale in Gran Bretagna & Responsabile di DeMMaK, l'Assemblea delle Popolazioni Indigene Koteka.






Originale da: FreeWestPapua.Org

Articolo originale pubblicato il 15 agosto 2007

L’autore

Per ulteriori informazioni sulla Papuasia Occidentale, visitate I seguenti siti internet:
Free West Papua Campaign
West Papua Action
WestPapua.net
West Papua News and Information
TAPOL - The Indonesian Human Rights Campaign

Benedetta Scardovi-Mounier è membro di
Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

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ZONA DI TIFONI: 17/08/2007

 
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