HOME TLAXCALA
la rete di traduttori per la diversità linguistica
MANIFESTO DI TLAXCALA  CHI SIAMO?  AMICI DI TLAXCALA  RICERCA 

AL SUD DELLA FRONTIERA (America Latina e Caraibi)
IMPERO (Questioni globali)
LA TERRA DI CANAAN (Palestina, Israele)
UMMA (Mondo arabo, Islam)
NELLA PANCIA DELLA BALENA (Attivismo nelle metropoli imperialiste)
PACE E GUERRA (USA, UE, NATO)
LA MADRE AFRICA (Continente africano, Oceano Indiano)

ZONA DI TIFONI (Asia, Pacifico)
K COME KALVELLIDO (Diario di un vignettista proletario)
SCUOTI-MENINGI (Cultura, comunicazione)
INCLASSIFICABILI 
CRONACHE TLAXCALIANE 
STRUMENTI DI TLAXCALA (Glossari, dizionari, mappe)
BIBLIOTECA DEGLI AUTORI 
GALLERIA 
ARCHIVI DI TLAXCALA 

04/07/2020
Español Français English Deutsch Português Italiano Català
عربي Svenska فارسی Ελληνικά русски TAMAZIGHT OTHER LANGUAGES
 
Una testimone oculare racconta la strage di sudanesi al Cairo

Diritti calpestati


AUTORE:  Aida Sayf al-Dawlah

Tradotto da  Tradotto da Valerio Buemi


Cari amici,

come sapete stavo lavorando con e per i rifugiati sudanesi che vivono al Cairo. Partecipavo allamanifestazione di tremila rifugiati, che stava avendo luogo davanti all’ufficio dell’UNHCR, in un accampamento di fortuna dove per la maggior parte donne e bambini hanno trascorso le loro giornate negli scorsi tre mesi. Essi stavano reclamando i loro diritti all’UNHCR (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ) e stavano chiedendo un migliore trattamento da parte del governo egiziano. Io ho il dovere di informarvi su ciò che è accaduto nel campo giovedì notte. Io mi trovavo lì e ho visto tutto. Era incredibile. Non ho mai assistito a qualcosa del genere prima d’ora. Abbiamo 60 rifugiati sudanesi il cui decesso è stato confermato, centinaia di feriti. Tutti coloro che si trovavano nell’accampamento, compresi donne e bambini, sono stati condotti in prigione, e sono molto preoccupata per le loro condizioni.

I rifugiati mi hanno chiamato attorno alle 23:00, dicendomi di recarmi subito al campo. Migliaia di soldati avevano bloccato tutta l’area  a partire dalle 21:00. Nessuno fuori, nessuno dentro. La polizia non avrebbe fatto entrare nessuno. Io ho detto di essere canadese e loro mi hanno fatto passare. Sono andata alla zona del campo. L’avevano bloccata con migliaia di soldati. Io ero ferma nel parco di fronte all’accampamento. Quanto più vicino possibile. Inizialmente le forze di sicurezza egiziane li hanno spruzzati con dei cannoni ad acqua. Per tre-quattro volte in quella notte gelida. Ho iniziato a urlare agli agenti di fermare quest’azione. “Ci sono dei bambini”. “Li ucciderete”. Loro mi hanno schernito. Poi ho visto che dal lato sinistro migliaia di soldati si apprestavano a irrompere nell’accampamento. Sono entrati. Tutti voi avete potuto vedere le loro uniformi nere, le braccia che si muovevano su e giù. Avevano dei manganelli. Colpivano tutti, donne, bambini, Tutti I rifugiati sudanesi non avevano alcuna arma e non hanno opposto resistenza Poi, una ad una, le persone, strattonate, spinte, prese a calci, sono state costrette a salire sugli autobus Io mi trovavo proprio lì Loro li stavano prendendo uno ad uno, proprio davanti ai miei occhi Donne, bambini con la testa sanguinante. Io stavo urlando, piangendo, provando a fermarli. Loro li hanno trattati come animali. Ho visto due cadaveri che giacevano a terra . Sono andata lì e li ho toccati. Per vedere se erano vivi. No, non vi posso descrivere che cosa ho visto. Era inumano. Era incredibile. Li hanno presi tutti dal campo. L’ultimo è stato trascinato via verso le 6:00. Avevano gli abiti inzuppati. Scalzi. La maggior parte non aveva persino qualcuno dei suoi abiti addosso.Tutti i loro averi lasciati indietro.



Io ero scossa. Sono stati portati in sette prigioni diverse. Loro li hanno sparpagliati in sette prigioni diverse. Tre ospedali. Siamo andati negli ospedali per vedere i feriti e loro ci hanno detto che non c’erano rifugiati sudanesi lì. Ci hanno mostrato solo tre cadaveri. Ho ricevuto ragguagli da un sudanese in uno dei centri militari di reclutamento ( una delle prigioni dove li stanno detenendo) circa il cattivo trattamento che stanno subendo. Indossano ancora i loro abiti zuppi d’acqua. I feriti non sono stati curati. Niente cibo finora. Niente servizi igienici. E la cosa peggiore che abbiamo sentito è la notizia del loro rimpatrio in Sudan.
Io sono molto preoccupata. Poiché se le autorità li hanno trattati così male davanti ai media, non so cosa stanno facendo loro a porte chiuse. Bambini, donne tutti in prigione. È stato l’UNHCR a chiedere al governo egiziano di mettere fine alla protesta. Sono certa che loro sanno com’è la polizia qui e sono sicura che loro sapevano che non sarebbe stata una questione pacifica. Non so se l’UNHCR farà qualcosa per i rifugiati sudanesi che sono in prigione. Per favore fate il possibile per diffondere queste notizie. O per qualunque cosa si possa fare per aiutarli. Qualcuno di voi ha contatti con Amnesty International o Human Rights Watch o altre organizzazioni di questo tipo? Il nostro scopo è di far scarcerare tutti e d’impedire al governo egiziano di rimpatriarli in Sudan.

Di Aida Sayf al-Dawlah, il Cairo,5 gennaio 2006

NDT : Fotografie della strage del 30 dicembre al Cairo e delle manifestazioni di protesta dei giorni seguenti possono essere trovate su :
http://misrdigital.blogspirit.com/archive/2006/01/index.html

Tradotto dall'inglese in italiano da Valerio Buemi, un membro di
Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica 


CRONACHE TLAXCALIANE: 12/01/2006

 
 STAMPA QUESTA PAGINA STAMPA QUESTA PAGINA 

 INVIA QUESTA PAGINA INVIA QUESTA PAGINA

 
INDIETROINDIETRO 

 tlaxcala@tlaxcala.es

ORA DI PARIGI  8:6