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25/09/2020
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L'Unione delle Corti Islamiche rompe il silenzio (Comunicato Stampa)


AUTORE:  L'Unione delle Corti Islamiche a Mogadiscio (nella foto lo Shaykh Sharif Ahmad)

Tradotto da  Andrea Lazzaro e Miguel Martinez


L'Unione delle Corti Islamiche di Mogadiscio ha deciso di rompere il silenzio tra noi e la comunità internazionale. Abbiamo preso questa decisione allo scopo di chiarire la situazione a Mogadiscio e descrivere il vero quadro del conflitto in città e presentarlo alla comunità internazionale.

Premessa
Le Corti Islamiche sono state costituite a Mogadiscio verso la metà del 1998 e sono fondate su una struttura di clan che è al servizio delle rispettive comunità. Per esempio Polytechnic (per il sotto-clan Shabelle), Ifka Halane (per il sotto-clan Eary), Yaqshid (per il sotto-clan Harti-Abgal), Circole (per il sotto-clan Saleban), Milk Factory (sotto-clan Duduble), Al-Furqan (sotto-clan Sa'ad), Xariryale e Daynile (clan Murusade), Balad (sotto-clan Wabudhan-Abgal) ecc. Gli obiettivi principali di questi clan sono, fornire un minimo di sicurezza, legge ed ordine alle comunità che li hanno costituiti. Le Corti si assumono queste responsabilità spinti dal patriottismo e dal servizio al nostro popolo, paese e comunità.

L'attuale conflitto
Un'analisi retrospettiva del motivo per cui il Governo Federale Somalo non si è potuto stabilire nella capitale, Mogadiscio, ricondurrebbe ai "signori della guerra" ministri del Governo Federale Somalo che rifiutarono il coinvolgimento nel processo di pace somalo e decisero di tenere in ostaggio il paese. Questi signori della guerra rifiutarono il disarmo, l'abbandono dei loro posti di blocco illegali e il cambiamento che avrebbe permesso loro di diventare veri capi del paese. L'attuale conflitto è stato alimentato dalle false informazioni fornite al Governo statunitense da questi signori della guerra che hanno rifiutato i basilari bisogni umani di sicurezza e sviluppo e hanno tenuto in ostaggio e terrorizzato il popolo somalo per gli ultimi 16 anni. La loro abilità consiste nel terrorizzare la popolazione, e hanno saputo usare questa abilità per  terrorizzare il Governo americano disinformandolo riguardo la presenza di terroristi in Somalia. Questi signori della guerra, si dice, sono appoggiati dal governo americano che ignora la lunga storia criminale di questi signori della guerra e i crimini di guerra da loro commessi contro il loro stesso popolo. Il presunto appoggio del governo statunitense a questi signori della guerra ha considerevolmente contribuito ai recenti combattimenti a Mogadiscio e all'uccisione di somali che hanno a lungo sofferto nelle mani di questi signori della guerra.
Finalmente, dopo 16 anni, il popolo somalo ha deciso di liberarsi sotto la direzione delle Corti Islamiche. Gli attuali cambiamenti sono stati portati dalla valutazione e dal rifiuto da parte del popolo somalo della situazione di anarchia imposto dai signori della guerra, il  popolo somalo ha detto: quando è troppo è troppo!
Vorremmo anche chiarire alcune false informazioni e accuse fabbricate dai signori della guerra e ci piacerebbe dare alla comunità internazionale informazioni esatte che li aiuteranno ad appoggiare i desideri e la volontà del nostro popolo che desidera essere libero dalla violenza e dall'anarchia.

Terrorismo internazionale
1) La Somalia è una società omogenea, e gli estranei si risconoscono subito. Siamo musulmani al 100%, parliamo la stessa lingua e abbiamo un patrimonio culturale che è molto difficile da capire per gli estranei. Abbiamo un complesso sistema di clan che nessun non somalo riesce facilmente a capire, figuriamoci se ci si può nascondere nel paese. Smentiamo e respingiamo in maniera categorica ogni accusa secondo la quale noi nasconderemmo terroristi o sostenitori del terrorismo nelle aree in cui operano le corti.
2) Confermiamo inoltre che il nostro obiettivo è di riportare l'ordine e la legalità e di liberare il nostro popolo dall'oppressione.
3) Non condividiamo le mete, gli obiettivi o i metodi di gruppi che sponsorizzano o sostengono
il terrorismo. Non abbiamo elementi stranieri nelle nostre corti, siamo qui semplicemente a
causa dei bisogni della comunità che serviamo.
4) Invitiamo la Comunità Internazionale a visitare l'area in cui opera la corte, per vedere con i propri occhi se ci sono elementi terroristici nascosti o che vivono in questa area. Impegniamo noi stessi e gli anziani dei nostri clan a questa posizione: di essere aperti e sinceri, per risparmiare al popolo somalo la violenza e la sofferenza che vengono perpetrati dai signori della guerra. Non abbiamo nulla da nascondere alla comunità internazionale e crediamo fortemente che, una volta che ha capito ciò che facciamo e ciò che abbiamo realizzato, essa sosterrà le nostre iniziative e i nostri sforzi per portare la pace e la stabilità in Somalia.
5) Veniamo anche accusati di voler stabilire un governo anti-statunitense e anti-occidentale  in Somalia. Ciò non è vero. Un simile programma va contro i nostri obiettivi, perché contraddirebbe il nostro desiderio di avere una Somalia pacifica. Questa falsità è stata costruita da gruppi che hanno terrorizzato il popolo di questo paese negli ultimi 16 anni, allo scopo di ottenere il sostegno del governo statunitense.
6) Vogliamo creare un ambiente che possa permettere al nostro popolo di decidere il proprio futuro.  Noi vogliamo che il popolo somalo decida che forma di governo vuole, e scelga i propri dirigenti, per la prima volta in molti decenni.

Vorremmo riassumere così i nostri obiettivi:
1)  stabilire un sistema di governo a Mogadiscio, e rimuovere tutti i posti di blocco e posti di terrore che i signori della guerra hanno istituito, e disarmare tutti gli elementi criminali che mettono a rischio la pace nella città;
2)  contribuire alla ricostruzione del nostro paese e creare un ambiente pacifico e un paese in pace con se stesso, con i propri vicini e con la comunità internazionale;
3)  riabilitare e ricostruire tutte le infrastrutture urbane, in particolare quelle appartenenti alle strutture comunali, compresi i porti di mare, gli aeroporti, le strade, i ponti, le scuole, gli ospedali, le università, e istituire commissioni di esperti che gestiscano tali servizi;
4)   vogliamo stabilire rapporti amichevoli con la comunità internazionale, basati sul reciproco rispetto e interesse, e cercare il suo sostegno per il processo di pace in Somalia, rispettando il desiderio di pace della comunità internazionale;
5)     cerchiamo un sostegno per le nostre comunità, cui sono state negate tutte le esigenze umane fondamentali, come la sicurezza, la libertà e lo sviluppo, come universalmente accettate e in conformità con le leggi sui diritti umani.
Vi ringraziamo in anticipo per la vostra pazienza, comprensione e sostegno.
Sheikh Sherif Sheikh Ahmed
Presidente, Unione delle Corti Islamiche

Questa lettera è stata indirizzata a:
Ufficio Politico delle Nazioni Unite in Somalia,
Rappresentante locale del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite,
Lega Araba,
Unione Africana,
Organizzazione dei Paesi Islamici,
Autorità intergovernativa per lo sviluppo,
Unione Europea,
Dipartimento di Stato USA,
Governo degli Stati Uniti,
Ambasciata statunitense a Nairobi,
Ambasciata italiana,
Ambasciata francese,
Ambasciata inglese,
Ambasciata tedesca,
Ambasciata di Gibuti,
Ambasciata norvegese,
Ambasciata svedese,
Ambasciata sudafricana,
Ambasciata egiziana,
Ambasciata nigeriana,
Ambasciata saudita,
Ambasciata yemenita,
Ambasciata sudanese.

Originale da Hiiran.Com  

Tradotto dall'inglese in italiano da Andrea Lazzaro e Miguel Martinez, membri di
Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questa traduzione è in Copyleft.


UMMA: 07/06/2006

 
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