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04/07/2020
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Richard Labévière licenziato da RFI: epurazione a France Monde


AUTORE:  Fausto GIUDICE

Tradotto da  Manuela Vittorelli


Il 12 agosto 2008 Richard Labévière, scrittore e giornalista di fama internazionale, è stato licenziato da Radio France Internationale, in condizioni di straordinaria brutalità che testimoniano dei nuovi metodi di gestione sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy e del trionfo neo-conservatore della squadra atlantista che gravita attorno alla dirigenza del polo audiovisivo internazionale francese (RFI, TV5 e France24) guidato da Christine Ockrent, moglie del transfuga Bernard Kouchner passato dai socialisti alla destra per diventare ministro degli Esteri.

Il licenziamento era stato preceduto da una preparazione psicologica affidata alla SDJ (la Società dei giornalisti), che prima della convocazione del giornalista presunto colpevole aveva appreso che l'oggetto del reato era la realizzazione di un'intervista al presidente Bashar al-Assad in previsione della sua visita in Francia.

La ragione invocata per il licenziamento in tronco è infatti semplicemente surreale: Richard Labévière è accusato di non avere informato la direzione della radio dell'intervista al presidente siriano Bashar al-Assad realizzata a Damasco e diffusa il 9 luglio da TV5 e il 10 luglio da RFI, alla vigilia della visita ufficiale di al-Assad a Parigi su invito del presidente Sarkozy.

Richard Labévière non è un volgare Siné. [1] È stato redattore capo di RFI prima di essere licenziato per il proprio sostegno ad Alain Ménargues, [2] egli stesso costretto alle dimissioni per "antisemitismo" su richiesta dell'ambasciatore di Israele in Francia, Nissim Zvili; poi è stato responsabile del programma mattutino "Propose?", che gli è stato tolto nel 2005 sempre su richiesta dello stesso ambasciatore. Non gli restava che il programma di 40 minuti "Géopolitique, le débat", che veniva trasmesso il sabato. Ora non ha più neanche quello.

Martedì prossimo Bernard Kouchner deve incontrare Bashar al-Assad a Damasco. Siamo curiosi di sapere come spiegherà il licenziamento di Labévière. Evocherà forse l'ultimo libro pubblicato dal giornalista in collaborazione con il filosofo Bruno Jeanmart, Bernard-Henri Lévy ou la règle du Je (Bernard-Henri Lévi o la regola dell'Io), [3] un atto d'accusa contro il satrapo mediatico BHL, com'è noto in Francia? Oppure spiegherà al suo anfitrione siriano che non "se ne poteva più" di sentire Labévière dire che la capitale di Israele è Tel Aviv e non Gerusalemme?

E come spiegherà, Kouchner, questo incredibile licenziamento alla signora Anne Gazeau-Secret, sua ambasciatrice all'Aia e moglie di Richard Labévière ?

E quando si decideranno i media francesi a rendere pubblica questa notizia? Nel momento in cui scrivo sono passati quattro giorni dal licenziamento e nessuno di loro ne ha ancora fatto parola. Gli unici al mondo a diffonderla sono stati i mezzi di informazione arabi: Assafir e Al Manar a Beirut, Al Quds Al Arabi a Londra e un sito di Aleppo, in Siria. Strano? Strano, avete detto?

Dunque non posso che consigliare i lettori che desiderano essere informati in tempo reale sui fatti e i misfatti della Francia sarkoziana di mettersi a imparare l'arabo. A coloro che per farlo non hanno atteso il mio suggerimento, consiglio di leggere l'eccellente articolo di Mohamed Balut, corrispondente a Parigi del quotidiano di Beirut Assafir.

Per quelli che ancora ignorano la lingua, ecco un rapido sunto dell'articolo:

"In seguito alla sua intervista ad al-Assad
Licenziamento di un giornalista francese simpatizzante della causa araba

L'aver parlato con il presidente Bashar al-Assad potrebbe essere costato al giornalista francese, oltre all'amarezza, anche il suo posto a RFI e a TV5; i mezzi di informazione ufficiali francesi parrebbero non essere al corrente del riavvicinamento franco-siriano attualmente in corso, oppure cercano di ignorarlo. Richard Labévière ha scritto decine di articoli a sostegno della causa palestinese e l'anno scorso ha pubblicato due libri, uno dei quali con Pierre Péan, Bethléhem en Palestine (Betlemme in Palestina). [4] In seguito alla pubblicazione di questo libro ha trovato nel suo ufficio una lettera con su scritto "Ti faremo fuori". Dopo il suo licenziamento si pone la seguente questione: nei media francesi è possibile criticare Israele? Basti ricordare che Labévière ha affrontato nel suo libro intitolato La règle du je il filosofo ebreo BHL, che in una serie di articoli sulla sua rivista La règle du jeu criminalizzava tutti quelli che osassero criticare Israele. Alain Ménargues aveva già pagato il suo prezzo, e Pascal Boniface, il direttore dell'Istituto per le relazioni internazionali e strategiche, è stato isolato con una violenta campagna mediatica dopo la pubblicazione del libro dal titolo rivelatore Est-il permis de critiquer Israël? (È permesso criticare Israele?). È una coincidenza che questa campagna contro Labévière sia condotta dalla stessa squadra – formata da Pierre Ganz, responsabile dei programmi in francese di RFI, Frank Weil-Rabaud e Nicolas Vespucci – che aveva agito contro Ménargues? E chi ha offerto il proprio sostegno a Richard Labévière? Solo il sindacato CFDT… [5]"

 

Note

[1] Disegnatore satirico e anarchico licenziato per "antisemitismo" dal settimanale Charlie-Hebdo dal suo capo neocon Philippe Val per avere scritto che Jean Sarkozy, il figlio di Nicolas, stava per convertirsi all'ebraismo in vista del matrimonio con l'ereditiera della catena di negozi Darty.

[2] Autore di due libri che le autorità israeliane e i loro amici francesi non gli hanno perdonato: Les Secrets de la guerre du Liban : Du coup d'état de Béchir Gémayel aux massacres des camps palestiniens (I segreti della guerra del Libano: Dal colpo di stato di Gemayel ai massacri dei campi palestinesi) e Le Mur de Sharon (Il muro di Sharon).

[3] Gioco di parole basato sulla pronuncia simile delle parole francesi jeu (gioco) e je (io) e allusione al titolo della rivista diretta da Bernard Henri-Lévy, La règle du jeu, che a sua volta rimanda al capolavoro del regista Jean Renoir.

[4] L'autore qui si sbaglia: il libro è datato 1999.

[5] http://fr.wikipedia.org/wiki/CFDT


PS: Non posso che incoraggiarvi a seguire il mio esempio e a firmare la seguente petizione:

Abuso di potere e delitti d'opinione: la stampa francese nuovamente imbavagliata e il suo pluralismo violentemente attaccato quando si scrive di Vicino e Medio Oriente.

La televisione internazionale francese (RFI, TV5 Monde e France24) diretta dalla moglie del ministro degli Esteri francese, Christine Ockrent, e dal pubblicitario Alain de Pouzilhac, ha preso il controllo di tre grandi media pubblici per imporre loro un pensiero e una linea unici e incondizionatamente filo-israeliani. Il licenziamento estivo e precipitoso di Richard Labévière, redattore capo a RFI ed esperto di Vicino e Medio Oriente, per aver intervistato il presidente siriano Bashar al-Assad, rientra nella logica di un nuovo attacco al pluralismo giornalistico, alla libertà d'espressione e ai Diritti dell'Uomo in Francia, paese dei principi filosofici dell'Illuminismo. Non permettiamo che in Francia prendano il sopravvento l'arbitrarietà e il diktat ideologico.

 

Firmate la petizione

Disegno di Juan Kalvellido, Tlaxcala


 


Originale da: Basta ! Journal de marche zapatiste e Tlaxcala


Articolo originale pubblicato il 16 Agosto 2008

L’autore

Fausto Giudice e Manuela Vittorelli sono membri di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

URL di questo articolo su Tlaxcala:
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CRONACHE TLAXCALIANE: 17/08/2008

 
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