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06/03/2021
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L'Islamablog del War Nerd

Marriott di Islamabad: ci sono stanze disponibili


AUTORE:  Gary BRECHER

Tradotto da  Manuela Vittorelli


20 Settembre - Così avrete sentito che Al Qaeda ha colpito il Marriott di Islamabad. È saltato in aria un camion mentre il personale della sicurezza stava facendo un sopralluogo con i cani da fiuto. Almeno i cani saranno morti felici, penso. Quei cani non sono tipi furiosi come gli anti-droga o gli anti-esplosivi. Si beccano un biscotto ogni volta che trovano cocaina o bombe al fertilizzante. Dunque l'ultima cosa che avranno sentito al Marriott, l'altra sera, sarà stato l'abbaiare e uggiolare felice di questi cani: "Oh, gente, 'sta roba è così grande che un canile pieno di biscotti stavolta non me lo toglie nessuno".

Secondo le prime notizie questi jihadisti camionisti cercavano la casa del Primo Ministro, dove i pezzi grossi del Pakistan partecipavano a una grande festa. Ma sono stati "scoraggiati" dai massicci controlli di sicurezza attorno alla villa e hanno deciso di puntare sul Marriott. È quella parola, "scoraggiati", e l'idea del ripiego, che mi confonde quando cerco di immaginarmi i dialoghi tra questi tizi nelle loro vesti funebri mentre stanno per piazzare una tonnellata di nitrato d'ammonio al Marriott. Devono essersi sforzati di fare buon viso a cattivo gioco: "Voglio dire, su, Rashid, anche il Marriott va bene!" "Oh cavoli sì, Tariq, niente da dire sul Marriott! Gran posto! Ti ricordi quando ci abbiamo fatto un sopralluogo, in primavera, e vestiti da infedeli occidentali abbiamo fatto un po' di foto dell'ingresso con il telefonino, e per sembrare disinvolti ci siamo presi quei frappè al bar della piscina? Incredibile!" "Oooo, siii, dimenticavo: il banana-mango? Paradisiaco!" "E sai quanti buoni bersagli ci saranno, anche lì? Magari non buoni come il Primo Ministro ma ci rifaremo con i numeri: quante stanze hanno, già?" “Miii, almeno 400. Niente niente ci sarà una decina di amministratori delegati. Quanti amministratori delegati fanno un Primo Ministro?"

Scommetto che erano già tutti allegri quando i cani hanno cominciato ad abbaiare. Ecco cosa rende così buffi gli attentatori suicidi, che lo ammettiate o no: nessuno può cambiarli, restano lagnosi e contegnosi e ridicoli anche quando stanno per vaporizzare un camion nella suite di lusso di un magnate del petrolio. Probabilmente la dinamica coppia nel camion (di solito sono due, ma questa volta non posso giurarci) ha passato gli ultimi minuti a discutere su chi dovesse premere il pulsante del detonatore. È la vita: cerchi il dramma e ti ritrovi con un paio di battutisti islamici nella cabina di un Ryder, che litigano sulla strada per arrivare al Marriott.

War Nerd Islamablog: giorno 2


21 Settembre - L'idea è questa: per un po' posterò tutti i giorni sull'attentato di Islamabad, cercando onestamente di vedere come filtrare le cazzate e capire cosa sta succedendo.

Dovrebbe essere un buon caso di studio, perché ne girano di tutti i colori, ho già saputo cose sorprendenti e ho scoperto che mi sono sbagliato nelle deduzioni basate sui primi lanci d'agenzia.

Chiaro, se sei duro di comprendorio qualsiasi cosa è una sorpresa. Ho letto un titolo, oggi: "Sospetti su Al Qaeda per l'attentato di Islamabad". No, ma pensa? Sicuri che non siano stati i baschi? O il fronte di liberazione della Corsica?

Quello che mi ha sorpreso è la notizia che il camion non era imbottito di esplosivo a base di fertilizzante, ma di esplosivo commerciale di alta qualità. Visto che è più efficace, ne basta meno. Le ultime notizie dicono che si trattava di circa mezza tonnellata di esplosivo commerciale e non di una tonnellata di fertilizzante. Questo solleva tutta una serie di domande. Tipo, perché preoccuparsi? Voglio dire, se una tonnellata di fertilizzante con una piccola carica molto potente collegata a una o due capsule detonanti può bastare, perché sprecare esplosivo di alta qualità? Per ora non ho risposte brillanti a questo tipo di domanda. Ma il punto qui è cercare di vedere quello che NON ha senso. È il primo errore dei war nerd principianti: ipotizzare che la storia messa in giro dalla stampa abbia senso. Un sacco di volte la cosa importante è vedere quello che non quadra, non far quadrare tutto troppo presto.

Sono tante le possibili ragioni per l'uso di esplosivo di alta qualità: tipo lo spazio. Esplosivo più potente significa che puoi farlo stare in un veicolo più piccolo. Ho guardato i video delle telecamere a circuito chiuso (video 1, video 2) per farmi un'idea del camion che hanno usato, ma per ora non riesco a capire quali dimensioni avesse, né se questo sia importante.

Poi c'è la questione della domanda e dell'offerta: se hai un'offerta infinita di esplosivo di alta qualità non devi star lì a maneggiare grandi mucchi di fertilizzante puzzolente. Forse hanno pensato che i cani all'ingresso dell'albergo avrebbero fiutato il fertilizzante e non l'esplosivo commerciale. E qui c'è un altro fatto per il quale ho zero informazioni di partenza, e cioè: questi cani fiutano una vasta gamma di esplosivi o solo un tipo, come il nitrato d'ammonio o la dinamite? Qualcuno lo sa?

Al Q probabilmente in questo caso non deve preoccuparsi per l'offerta, perché in Pakistan è molto potente: voglio dire, se la CIA non riesce a trovare Osama dopo sette anni di tentativi, anche se sa che sta da qualche parte in Pakistan, se ne deduce che i jihadisti lì sono piuttosto forti.
In effetti per Al Q il Pakistan è più sicuro dell'Afghanistan. Ecco il perché di tutto questo parlare degli Stati Uniti che invadono il Pakistan dall'Afghanistan: perché il Pakistan è zona sicura per le milizie talebane e di Al Qaeda in fuga dalle forze ISAF/NATO in Afghanistan. Il Waziristan è quello che era la Cambogia per l'esercito nordvietnamita, un grande deposito dove tengono scorte e ospedali.

Con un controllo effettivo del territorio come quello che hanno su intere zone del Pakistan possono immagazzinare parecchio materiale, compresi tutti i tipi di esplosivi, il che - per tornare all'attentato di Islamabad - significa che possono fare a meno di preoccuparsi del fertilizzante.
In questo attentato hanno impiegato una grande quantità di roba di alta qualità, basta vedere il cratere che hanno lasciato davanti all'hotel. Qualcuno ha bisogno di un bella fossa? Servizio Osama, scaviamo mentre ispezionate il nostro camion, risultati garantiti.

Un'operazione come questa comporta parecchi calcoli. Per esempio si deve valutare a mente fredda quanto bisogna essere vicini al bersaglio al momento della detonazione. L'ideale è trovarsi all'interno dell'edificio, perché quasi tutta l'energia dell'esplosione va verso l'alto. Mi fa ancora male anche solo nominarlo, ma l'attentato suicida più efficace è stato quello che ha ammazzato 241 Marines a Beirut, dove qualche idiota aveva pensato bene di alloggiarli in un piccolo grattacielo. Gli sciiti hanno guidato un camion letteralmente dentro l'edificio, si sono fermati e sono esplosi, e il palazzone è venuto giù.

Ma è stato molto tempo fa, prima che la sapessimo lunga sui camion bomba. È una cosa che ha fatto strage nella mentalità della gente (se mi perdonate il doppio senso), dunque non è più probabile che un camion riesca ad arrivare così vicino. Non si può dare per scontato che riesca ad arrivare neanche alla zona di scarico e carico dell'albergo; bisogna calibrare la quantità di esplosivo pensando a quanto lontano dal bersaglio ti fermeranno. Forse chi ha progettato la bomba ha ipotizzato che il camion non avrebbe oltrepassato l'ingresso dove i cani si sarebbero messi ad abbaiare. (A proposito, nessuno ha trovato pezzi di cane in cortile, tipo a Delhi o ad Ankara? Se sì, teneteli, valgono qualcosa per i cacciatori di macabri souvenir perché probabilmente sono volati lì da Islamabad). Il cratere si troverà forse a una ventina di metri dall'hotel, ma quando quelli di Al Q hanno fatto il sopralluogo avranno notato che non c'è niente tra l'ingresso e la facciata dell'hotel, e il design è semplicissimo, cinque piani che praticamente si affacciano sul parcheggio. È il sogno del bombarolo, perché anche se il camion viene fermato lontano dall'albergo l'esplosione andrà verso l'altro e verso l'esterno, dritta in quei balconi. E l'ha fatto.

Un'altra cosa che mi sto chiedendo è come l'hanno fatto detonare. Nei video delle telecamere a circuito chiuso si vede il camion che prende fuoco: non esplode, ma semplicemente brucia per un casino di tempo prima di esplodere. Questo non dovrebbe succedere. Molto strano. Lo schema classico prevede qui un autista e un passeggero, con il passeggero che tiene in mano il cosiddetto "pulsante del morto", che fa detonare la bomba quando si smette di premerlo: così, se i due vengono ammazzati, le dita del morto si rilassano e la bomba scoppia. E quando lo fa c'è prima la piccola esplosione della carica seguita un nanosecondo dopo dalla grande esplosione. Non dovrebbe esserci un camion che prende fuoco in un parcheggio, che è quello che invece si vede. Si possono perfino osservare alcuni dipendenti dell'hotel che si danno da fare come idioti attorno a una macchina incendiata a Fresno: "Ce l'ha un estintore?" "Una volta mi è successo anche a me!" "È assicurato?"

Guardo il video in attesa che 'sta roba salti in aria e continuo a sorprendermi della stupidità di questi tizi. Uno di loro perfino si avvicina con un piccolo estintore e comincia a spruzzare questo camion imbottito di esplosivo potentissimo. Voglio dire, l'autista in quel momento stava baciando il Corano e dondolando avanti indietro come Stevie Wonder, singhiozzando "Ciao mamma! Ciao sorellina! Mi mancherai, babbo!" oppure "Sto arrivando, 76 vergini!", e questo cittadino servizievole pensa che sia una buona idea avvicinarsi con un mini-estintore di WalMart. E tenete presente che questa è Islamabad, un posto dove anche i ritorni di fiamma dicono "Allah al lavoro!" Ci sono persone stupide e coraggiose, laggiù. Io dal primo secondo in cui vedessi quel camion incendiarsi non farei che pensare quanto veloce può correre da Islamabad a Ovunque un ciccione come me.

E poi c'è la questione del perché abbiano scelto il Marriott. Non nel senso che l'Hilton ha più classe: voglio dire, perché colpire un hotel quando il Primo Ministro dava una festa poco più in là? Nel mio primo post citavo lanci d'agenzia secondo cui le forze di sicurezza attorno alla casa del Primo Ministro sarebbero state eccessive, e allora Al Q, come un bravo quarterback, si è guardata attorno e ha lanciato al secondo ricevitore. Per così dire. È possibile. Voglio dire, fare questa cosa del terrorismo non è facile come pensa la gente: non si può mica riportare il camion in garage e rimandare. Sono destinati a esplodere, non piace a nessuno l'idea di lasciarli in deposito. E tra l'altro anche l'autista suicida è destinato a saltare in aria, si è già preparato a vedere Allah: non puoi mica dire a un kamikaze di rientrare alla base e farsi una bella dormita, che la prossima settimana ci riproviamo. Sta già sotto pressione, e dunque bisogna avere pronto un secondo bersaglio se il primo risulta impraticabile. Perciò potrebbe essere andata così; non lo so ancora.

Ma oggi è saltata fuori un'altra teoria: pare che quella sera al Marriott ci fosse una decina di pezzi grossi della CIA, e forse Al Q ha deciso che valevano lo sforzo. Fosse stato per me, li avrei lasciati stare, come avevano fatto i vietcong con gli ufficiali incompetenti o corrotti dell'esercito della repubblica del Vietnam: meglio lasciare quegli idioti ai loro compiti che ucciderli e rischiare che vengano sostituiti da gente in gamba. Ho un bel po' di talpe nell'esercito e nelle basi degli Stati Uniti in giro per il mondo, e dicono tutte la stessa cosa: "Gary, ho smesso di credere nella CIA molto ma molto tempo fa". Le voci dicono che quelli veri sono i SEAL, e che la CIA è solo uno scherzo. Ricordo di aver letto un libro sulle gloriose passate attività dell'Agenzia, e il loro esempio di traffici della CIA era costituito da un agente che fingeva di essere un dipendente aeroportuale nello Yemen per rubare il contenitore della pipì da un aereo russo su cui volava un pezzo grosso del Cremlino. Secondo quel libro, analizzando la pipì segreta scoprirono che uno dei compagnucci di Brežnev aveva il diabete. Ecco a voi la CIA: fiutare l'urina stantia di un vecchio burocrate e chiamarlo lavoro top secret.

Il loro compito principale è tenere alle stelle il mercato immobiliare di Langley e assicurarsi che tizi loschi del terzo mondo abbiano i soldi per farsi la villa in Francia. Tutto qui. E allora perché sprecare per la CIA un buon kamikaze e tutto quell'esplosivo di alta qualità? Forse semplicemente si trovavano lì. Non ci sono tanti americani in visita a Islamabad in questo periodo dell'anno, per i turisti è bassa stagione da quando hanno dato fuoco all'ambasciata degli Stati Uniti e si sono messi a dare addosso agli occidentali perché un pazzerello saudita e i suoi seguaci hanno attaccato la Mecca nel 1979. Se vi state chiedendo "Cosa c'entravano gli americani?" la risposta è "Niente di niente". Ma è così che vanno le cose con la gente di Islamabad: tende a prendere di mira gli stessi bersagli. Sono creature abitudinarie. Così forse hanno semplicemente visto rosso come tori islamici quando hanno saputo che la CIA era scesa in città, e non si sono fermati a pensare se ne valesse davvero la pena. Come dicevo, non lo so ancora.

Ma quello che voglio dire in questo articolo è quanto sia importante a questo punto NON essere sicuri di niente e non credere a ciò che si legge. Adesso tutte le questioni sono aperte: perché il camion è bruciato? Perché colpire il Marriott? E, soprattutto: quanto sono coinvolti i servizi segreti pakistani, l'ISI? Questa è gente che fa paura, l'unica parte del paese che funzioni davvero bene, ma anche troppo bene, e c'è da star sicuri che alcuni di loro almeno sapessero che stava per succedere. E sottolineo "almeno". Potrebbero aver fatto ben più che sapere.
Lo scopriremo, e io ho intenzione di stare sulla notizia: sbagliandomi e cercando di dirvi la verità, portandovi con me a tentare di vederci chiaro.

War Nerd Islamablog: giorno 3


22 Settembre - Questo è il mio terzo post sulla grande esplosione al Marriott Islamabad. Dio, il nome dice tutto: "Marriott Islamabad". Due parole che non stanno tanto bene insieme. La città non era abbastanza grande per "Marriott" e "Islamabad", lo si capisce guardando le foto della grande insegna del Marriott, con quei caratteri disneyani. Si può avere un'Islamabad oppure un Marriott, ma non entrambi, non per molto tempo.
Ecco una teoria che è rimbalzata oggi sul motivo per cui è stato colpito il Marriott: "questo simbolo dell'influenza occidentale" era semplicemente un affronto per i talebani e Al Qaeda. Ma nella rete circolano molte altre teorie. È la grande lezione del War Nerding del XXI secolo: un computer si trasforma in un grande mezzo per affrontare la vecchia Nebbia della Guerra di cui Keegan ama parlare. Ma 'sta storia della Nebbia non mi appassiona così tanto, perché (a) chiunque abbia un po' di buon senso sa già che la guerra è una faccenda confusa e incasinata; e (b) serve soltanto a dare agli editorialisti a casa una scusa da tirar fuori quando le loro truppe massacrano un po' di gente. Ma per un War Nerd che si rispetti la Nebbia è quello che si ha il Giorno 3 dopo un fatto come questo. Tutti hanno una teoria, e tu devi sorbirtele tutte senza credere troppo a nessuna. Questa è la parte più difficile.
Tipo che ieri ho ricevuto una dritta molto interessante da un fan indiano, che diceva che nel subcontinente tutti sanno che quando per un attentato viene usato "esplosivo commerciale di alta qualità", come questo, è segno sicuro che l'attentato è opera dell'ISI, i Servizi Segreti Pakistani. Ho controllato e di certo ci sono un po' di buone storie (storia uno, storia due) su agenti dell'ISI beccati con dell'RDX, il loro plastico preferito.

E adesso ecco a voi un'altra dritta sul War Nerding: quando ricevete facile accesso a informazioni di alta qualità come questa in un conflitto in cui c'è molta propaganda da entrambe le parti, non montatevi troppo la testa. Pensate invece se queste informazioni non vi stiano arrivando TROPPO facilmente. Voglio dire, mi sa che i servizi indiani non vedono l'ora di attribuire all'ISI tutto il plastico trovato da Lahore all'Assam. Ovvio che può anche essere vero: può trattarsi davvero dell'ISI. Sono maledetti bastardi, non ci sono dubbi. Però voi dovete solo stare calmi, non fidarvi di nessuno e schifare tutti, proprio come un poliziotto.

Dopo aver setacciato queste informazioni per un po', sono propenso ad affermare che anche se vengono dai servizi indiani sono fondamentalmente vere: l'ISI ha effettivamente dei trascorsi, ha fatto circolare quel pongo tra i suoi amichetti nel Kashmir, nell'Assam e in ogni altra regione indiana che voglia far saltare in aria un po' di gente del governo.

E l'ISI adesso ha motivo di essere preoccupato a casa sua in Pakistan. Il nuovo Primo Ministro, Zardari, si sta opponendo ai mandatari dell'ISI in Waziristan, compresi i capi talebani pachistani che gli hanno ammazzato la moglie. Ve lo ricordate, l'assassinio di Benazir Bhutto? Io me lo ricordo soprattutto per la bugia ufficiale più idiota mai fornita dopo un omicidio: la gente della sicurezza pakistana disse che era morta per aver sbattuto la testa contro la portiera della macchina. Sul serio. "Quel cecchino non c'entrava niente! La poveretta è morta per il colpo fatale contro la crudele maniglia della portiera di un SUV!" Sì, come no. Quello e una pallottola in testa sparata da uno o due cecchini talebani.

Quindi Zardari ha motivo di odiare i talebani, e i talebani sono l'esercito dell'ISI per procura. Un esercito per procura è una cosa comodissima, sapete? L'ISI può usare il Waziristan, laggiù sul confine afghano, come i siriani usano la Valle della Bekaa in Libano, come un campo estivo per tutti gli insorti che stanno finanziando. L'ISI addestra lì i suoi gruppi kashmiri preferiti e i suoi ragazzi in Afghanistan.

Quando dico che Zardari ha motivo di odiarli, non intendo perché gli hanno ammazzato la moglie. Dovete superare il principio che i grossi calibri siano personalmente legati a qualcuno oltre a se stessi e al loro clan. Zardari si chiama Zardari perché è il capo della tribù Zardari, proprio come i capi dei clan scozzesi si chiamavano "IL Mc-Questo" o "IL Mc-Quello". Il suo rancore è tribale, non personale. Magari lui e la defunta Benazir anche si piacevano, non lo so. Lo dubito, ma chi può saperlo? Era un matrimonio dinastico, come nell'Europa del passato. Non una commedia romantica. (Idea simpatica, una commedia romantica nell'élite pakistana. Forse riesco a venderla, questa sceneggiatura).

Zardari aveva promesso di "usare la mano pesante con il terrorismo": dunque alcuni giornalisti creduloni adesso dicono che è per questo che Al Qaeda e talebani hanno colpito Islamabad. Ma gente, queste cose le ha dette ogni Primo Ministro pachistano per continuare a ricevere i soldi degli Stati Uniti, e ogni tassista pakistano si è fatto una bella risata quando ha sentito la notizia alla radio tra due ballabili di Bollywood. Non significa niente. Il compito di Zardari consiste nel fare affermazioni contraddittorie, nel dire una cosa e il suo contrario; ha anche detto che il Pakistan attaccherà i soldati statunitensi che attraverseranno il confine per combattere i talebani dal Pakistan. Questo serviva per l'opinione pubblica interna; invece le chiacchiere sulla "lotta al terrorismo" servivano per la gente che manda gli aiuti dall'estero. Nessuna delle due cose vuole dire un cavolo.

Può avere invece un fondo di verità la voce secondo cui la leadership pakistana avrebbe dovuto inizialmente partecipare a una cena di gala al Marriott proprio la sera dell'attentato. Le voci sono diventate così credibili che la direzione del Marriott ha diffuso una smentita ufficiale.

E se seguite attentamente le notizie sapete che non c'è conferma più solida di una smentita ufficiale. E dunque pare proprio che sì, la nuova cricca di Zardari stesse per cenare all'hotel, poi si sia innervosita e abbia ripiegato sul Palazzo. E rieccoci qua al nostro piccolo e triste attentatore suicida che deve ricorrere al piano B: ormai è tutto pronto e non c'è niente di meglio da far saltare in aria di qualche pezzo grosso della CIA. Lo sapevo che stavano mirando a qualcosa di più.
Dunque, se Zardari era l'obiettivo, significa che ad Al Q pensavano che intendesse agire contro gli amici dell'ISI, e probabilmente lo pensavano perché l'ISI aveva passato loro l'informazione: dunque hanno deciso di toglierlo di mezzo prima che cominciasse a prenderci gusto. Poi la cena è stata spostata e... e poi? Momento interessante, un po' alla Kiefer Sutherland in 24: sei un funzionario dell'ISI e hai appena scoperto che la sede della cena del Primo Ministro è stata spostata dal Marriott al Palazzo. Intanto i tuoi amici talebani stanno mandando un jihadista kamikaze (bel nome per un gruppo, no?) al Marriott. Cosa fai, blocchi tutto? Pare di no, a giudicare da quel cratere nel parcheggio.

E allora perché no? Be', il terrorismo non è necessariamente uccidere il nemico, o anche solo "un nemico". In Pakistan si usa una bomba per mandare un messaggio. Dunque, anche se il Primo Ministro non sarà al Marriott, il solo pensiero che avrebbe potuto esserci, che avrebbe potuto stare al centro di quella voragine, ha un potente effetto che potremmo definire "deterrente". Adesso ci penserà due volte prima di calcare troppo la mano.

C'è questa bella storia di Saladino che stava per fare una campagna per eliminare gli assassini ismailiti nei loro impervi villaggi di montagna e si svegliò con un coltello conficcato vicino alla testa e un biglietto: "Egregio signor Saladino, la preghiamo di riconsiderare la campagna contro di noi, firmato I Suoi Amici Assassini". La campagna fu cancellata.
Ecco la mia ipotesi sul perché abbiano deciso di andare avanti con il piano: anche se Zardari non era al Marriott, è il pensiero che conta. La bomba era come quel coltello conficcato nel cuscino di Saladino.

Ma tutto questo è, come si suol dire, "soggetto a cambiamenti". Adesso mi vedete circa a metà del lavoro. In un normale articolo del War Nerd vi risparmierei tutti i "forse" e i "si dice", ma questi Islamablog servono a questo, a mostrare il processo. Come disse un tizio che teneva un seminario dove lavoro: "il processo è la chiave". Non so cosa volesse dire, e del resto nessuno lo stava ascoltando, ma io nella vita voglio provare tutto almeno una volta.


Originale da: exiledonline.com


Articoli originali pubblicati dal 20 al 22 Settembre 2008

L’autore

Manuela Vittorelli è redattrice dei blog russologi http://mirumir.altervista.org/ e http://mirumir.blogspot.com/ e membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

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ZONA DI TIFONI: 25/09/2008

 
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