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05/07/2020
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Tractatus Logico Palestinicus


AUTORE:  Gilad ATZMON ÌíáÇÏ ÃÊÒãæä

Tradotto da  Manuela Vittorelli


1 “Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere”. (Ludwig Wittgenstein 1918)

1.1 Per l'umanesimo e per l'etica vale la pena di combattere.

1.2 La politica e il discorso politico occidentali (invece) si concentrano sul potere e l'egemonia.

1.3 Dunque l'umanesimo e l'etica sono estranei al discorso politico occidentale e viceversa.

2 La lotta per la liberazione dei palestinesi si fonda su argomentazioni umaniste ed etiche, poiché è basata su diritti dell'uomo, vale a dire il “diritto al ritorno” e la “liberazione”.

2.1 Poiché la lotta per la liberazione della Palestina è una causa umanista, i politici e il discorso politico occidentali sono estranei alla lotta palestinese.

2.11 Ne consegue che la politica occidentale di sinistra, destra e centro non è stata in grado di occuparsi del popolo palestinese e della sua lotta nei decenni di abusi sionisti.

2.12 È così che va sfortunatamente interpretato il colossale fallimento della sinistra nel dare aiuto al popolo palestinese. Essendo un discorso politico, la sinistra si concentra sul potere e l'egemonia. Conseguentemente ha sfruttato il tema della Palestina per conservare la propria rilevanza (o meglio irrilevanza) politica all'interno del suo universo immaginario.

2.121 I palestinesi hanno imparato la lezione. Il loro movimento di liberazione è maturato e ha abbandonato il sogno utopico fuorviante ed estraneo alla loro causa nazionale.

2.1211 Poiché la lotta palestinese è una lotta etnica, nazionale e orientata geograficamente, le ideologie cosmopolite e proletarie farebbero meglio ad adattarsi di conseguenza.

2.122 Va però detta la verità. Gli attivisti occidentali di sinistra sono stati molto efficaci quando si è trattato di produrre una cultura della solidarietà, che si trattasse di spille, sciarpe o manifesti che hanno fatto circolare tra loro e tra i parenti stretti.

2.123 E tuttavia le spille, i manifesti e i volantini non hanno salvato un solo bambino palestinese dai proiettili dei carri armati israeliani.

2.2 Il popolo palestinese dovrà liberarsi con i propri mezzi.

2.21 E gli attivisti della solidarietà farebbero meglio a imparare ad ascoltare.

3 Poiché “per l'umanesimo e l'etica vale la pena di combattere” (1.1),

3.1 E la lotta palestinese è una causa umana (2.1),

3.2 Noi dobbiamo sostenere i palestinesi per ciò che sono e la loro scelta (democratica).

4 Nella questione della solidarietà con i palestinesi è insita una difficoltà che va affrontata:

Sionismo (ideologia), ebraismo (religione), ebraicità (identità) ed ebrei (popolo) sono termini strettamente correlati che si prestano alla confusione. Ne risulta che qualsiasi forma di attivismo pro-palestinese è limitata dalla paura di vedersi accusati di sostenere idee che taluni potrebbero considerare razziste.

4.01 Allo stesso tempo, la vasta maggioranza dei palestinesi e degli attivisti della solidarietà sono consapevoli del fatto che Israele, lobby ebraiche, gruppi di pressione ebraici e ogni altra forma di attivismo tribale ebraico sono spesso indistinguibili.

4.1 La questione che si pone è: come possiamo dire quella che noi crediamo essere la verità e continuare a considerarci umanisti?

4.12 Come possiamo parlare apertamente dello stato ebraico, delle lobby ebraiche, dell'ebraismo e dell'ebraicità e conservare un atteggiamento etico e umanista, anti-razzista?

4.2 La risposta è semplice. Possiamo farlo solo se riusciamo a demolire categoricamente ogni traccia di argomentazioni razziali. Quando attacchiamo qualsiasi forma di sionismo, di tribalismo politico ebraico e di ebraicità dobbiamo astenerci dal parlare delle persone. Dobbiamo attaccarla in quanto ideologia e credo dogmatico.

4.3 Abbiamo il diritto di farlo in quanto umanisti, per la semplice ragione che ogni forma di politica tribale ebraica è esclusivista e orientata in senso razziale. Abbiamo il diritto di riferirci al tribalismo politico ebraico come a una visione del mondo non-umanista e anti-universalista.

4.4 Ne consegue che smantellare l'ideologia e il tribalismo politico ebraici è un compito umanista.

4.5 Combattere la politica tribale ebraica è un atto umanista ed etico perché aspira alla pace, all'universalismo e all'inclusione (in opposizione alla guerra, al tribalismo e all'esclusione).

5 “Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere”.


* L’autore allude al titolo dato dai traduttori inglesi alla Logisch-Philosophische Abhandlung di Ludwig Wittgenstein, pubblicata nel 1921: Tractatus logico-philosophicus (Trattato logico-filosofico), con riferimento al Tractatus Theologico-Politicus di Baruch Spinoza (N.d.T).


Ben Heine, Tlaxcala


Originale: Tractatus Logico Palestinicus

Articolo originale pubblicato il 21/10/2008

L’autore

Manuela Vittorelli è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

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SCUOTI-MENINGI: 30/10/2008

 
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