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Fantasia

Indignazione e colossali manifestazioni di protesta in seguito al discorso del Presidente Barack Hussein Obama sullo stato dell'Unione


AUTORE:  APF


APF, Parigi, domenica 05/07/2009, ore 22:00.

Tutto il mondo attendeva il primo discorso del Presidente americano Barack Hussein Obama sullo stato dell'Unione, che ha voluto pronunciare eccezionalmente sabato 4 luglio 2009, anniversario della dichiarazione di indipendenza della Repubblica federale degli Stati Uniti, davanti al Congresso riunito nel Campidoglio.




Tuttavia alcune dichiarazioni del presidente americano hanno provocato un'ondata di indignazione e colossali manifestazioni di condanna nelle principali città occidentali. 

A Parigi un comunicato ufficiale diffuso dall'Eliseo oggi, domenica 5 luglio, precisa che il Presidente francese è in «totale disaccordo» con il «non notevole» discorso del Presidente Obama

Una manifestazione spontanea ha riunito più di cinquecentomila persone a Parigi, alla presenza di rappresentanti del governo, dei partiti politici dall'estrema destra all'estrema sinistra e di altri rappresentanti della società civile che per la prima volta non hanno esitato a sfilare con slogan come «Non si tocchi la mia scollatura», «Non si tocchi la mia minigonna», «Mi tolgo la parte sopra quando mi va», «Siamo tutti nudisti»... 

La manifestazione è culminata in un gesto collettivo quando i manifestanti, uomini e donne, non hanno esitato a svestirsi davanti alle telecamere per esprimere la propria disapprovazione per le dichiarazioni del Presidente Obama

Da Amman, da Ramallah e soprattutto dal Cairo giungono notizie di manifestazioni di sostegno a Obama violentemente represse. Decine di persone vengono uccise dalle forze di sicurezza.  

Si segnala che un guasto tecnico sui siti di reti sociali come Twitter e Facebook ha impedito la diffusione di immagini e video amatoriali sulla repressione di queste manifestazioni. 


Aveva dunque ragione il New Yorker?

Riassunto delle puntate precedenti

Il 4 giugno scorso il Presidente Obama in un discorso pronunciato al Cairo aveva parlato al mondo musulmano. Era tornato sui diritti delle donne e sulla libertà religiosa, dicendo in particolare: «Allo stesso modo, è importante che i paesi occidentali evitino di impedire ai loro cittadini musulmani di praticare la loro religione come vogliono, per esempio dettando la maniera in cui una musulmana deve vestirsi». 

In Francia le associazioni per la difesa dei diritti di certe donne sono insorte contro le dichiarazioni di Obama e la sua «crociata contro le donne». Per quanto riguarda il Quai d’Orsay, il Ministro degli Esteri francese si è limitato a dichiarare che in Francia «noi rispettiamo pienamente la libertà di culto, la libertà di vestire». 

Sabato 6 giugno il Presidente Sarkozy ha dichiarato durante la conferenza stampa congiunta con il Presidente Obama di essere «totalmente d’accordo» con il «notevole discorso» del suo omologo americano «anche sulla questione del velo», a condizione che si tratti di una «libera scelta» e che non venga indossato da «funzionari» «agli sportelli amministrativi».  

Queste dichiarazioni del Presidente francese hanno suscitato una polemica in Francia perché non hanno fatto menzione della proibizione del velo nella scuola pubblica. Il signor Sarkozy si è poi corretto davanti al congresso riunitosi a Versailles lunedì 22 giugno attaccando l'uso della burqa in Francia e affermando che si tratta di «un segno di asservimento e di umiliazione» e che «non sarà la benvenuta sul territorio della Repubblica».  

Il Presidente Obama non ha tardato a tornare sulla questione della libertà delle donne né ha perso l'occasione per fare notizia. Nel suo discorso sullo stato dell'Unione pronunciato davanti al Congresso degli Stati Uniti riunitosi al Campidoglio sabato 4 luglio, ha parlato a lungo della lotta dei movimenti femministi per promuovere i diritti delle donne, per la parità uomo-donna e contro ogni tipo di sfruttamento delle donne, in particolare «lo sfruttamento del loro corpo come oggetto di piacere e di marketing». 

È a questo punto che Obama ha dichiarato che «il modo di svestirsi di una minoranza di donne in nome della libertà individuale non fa che rafforzare questa idea d'oggetto e va nella direzione dello sfruttamento del corpo femminile». Ed è, ha detto, «un segno di umiliazione della donna» che «va eliminato dal territorio della Repubblica federale degli Stati Uniti». 

Questi propositi del Presidente americano, ripresi da tutte le catene satellitari e dalle agenzie di stampa, hanno provocato turbamento e costernazione, comunicati di condanna e le manifestazioni di protesta di cui si è detto. 

Ultima ora 

Mentre sto scrivendo, catene televisive come la CNN e Fox News stanno pubblicando i risultati di sondaggi che mostrano come una maggioranza di americani sia più che mai convinta che Barack Hussein Obama sia un musulmano che cela la sua vera fede, che sia stato eletto grazie ai petrodollari sauditi e che il suo obiettivo sia cancellare Israele dalla carta geografica e applicare la dottrina wahhabita agli Stati Uniti. 

Urgentissimo: Un gruppo di senatori democratici e repubblicani ha appena tenuto una conferenza stampa in cui ha dichiarato in diretta che verrà lanciata una procedura di «impeachment» contro il Presidente Obama accusandolo di complotto contro il regime costituzionale degli Stati Uniti.


Sarah Maple, Burka Chic, Olio e acrilico, 122X96 cm


Originale: Tlaxcala - Indignations et manifestations monstres suite au discours du Président Barack Hussein Obama sur l’état de l’Union

Articolo originale pubblicato il 2/7/2009

Manuela Vittorelli è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

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INCLASSIFICABILI: 06/07/2009

 
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