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Sahara occidentale : la legalità internazionale non è un'utopía


AUTORE:  Luis Portillo Pasqual de Riquelme, 21 maggio 2007

Tradotto da  Davide Bocchi


Il presente lavoro è stato inviato dall'autore, in data 21/05/2007, al quotidiano EL PAÍS (Spagna), con preghiera di pubblicazione. EL PAÍS ha comunicato all'autore, il 29/05/2007, la non pubblicazione del lavoro, adducendo ragioni legate alla mancanza di spazio.


Il 30 aprile scorso è stato pubblicato, sulle pagine di opinione del quotidiano EL PAÍS, un articolo di Bernabé López García intitolato “Aplazar la utopía, defender la dignidad” ("Bocciare l'utopia, difendere la dignità", ndt), che, in sostanza, giustificava la posizione del Governo marocchino riguardo al futuro del Sahara Occidentale. L'autore argomentava che l'offerta marocchina costituisce oggi un'opportunità storica unica affinchè il popolo saharawi si possa integrare al Marocco, in una regione ad autonomia limitata, equiparando le concessioni che il PCE si trovò a fare all'inizio della nostra transizione democratica (*) a quelle che, secondo la sua opinione, dovrebbe fare ora il Fronte Polisario, abbandonando così il proprio diritto all'indipendenza (perchè utopica), e che ciò permetterebbe ai saharawi di porre fine alla diaspora, all'esilio, alle sofferenze, e di vivere con dignità.

Secondo me quest'affermazione, oltre ad essere una mera esposizione delle tesi marocchine, elude questioni fondamentali e riporta argomenti che non si adattano alla realtà, come vado ad illustrare.

1. E' un'errore comparare la situazione della Spagna e del PCE, all'inizio della nostra transizione, con quella del Fronte Polisario e di un Marocco invasore che ha preteso annettersi de facto un territorio sul quale non possiede alcun titolo di sovranità (Tribunale Internazionale di Giustizia: “Caso relativo al Sahara Occidentale. Opinione consultiva del 16 ottobre 1975”, http://www.icj-cij.org/). Tra le altre differenze rilevanti (un Fronte di Liberazione Nazionale è molto più che un partito), il PCE apparteneva alla nazione stessa, mentre il Marocco ha invaso ed occupato, illegalmente ed illegittimamente, un territorio altrui. Sono due situazioni che non hanno nulla in comune e la cui comparazione non è, pertanto, sostenibile.

2. La credibilità dei governanti marocchini nel contenzioso del Sahara è nulla. L' Esercito marocchino ha bombardato con napalm e fosforo bianco i saharawi, obbligando la maggior parte della popolazione sopravvissuta al genocidio - ancora oggi impunito - all'esodo ed al rifugio forzato nel deserto algerino (Carlos Jiménez Villarejo, “Genocidio en el Sáhara”, El Periódico, 2/4/2007; Tomás Bárbulo, “La historia prohibida del Sáhara Español”, Destino, Barcelona, 2002). Nell'allora provincia spagnola, il Marocco ha imposto una seconda colonizzazione – nell'ultimo terzo del secolo XX ! -, abortendo il processo decolonizzatore spagnolo, richiesto dall'ONU. Il Marocco ha sfidato la legalità internazionale ed ha ostruito sistematicamente la soluzione internazionalmente riconosciuta per questi processi (il referendum di autodeterminazione); e dopo una guerra di 16 anni contro il popolo saharawi, dopo avere rifiutato tutti i piani proposti dalle Nazioni Unite, ora fa un'offerta unilaterale, al Fronte Polisario – rappresentante legittimo del popolo saharawi -, per negoziare un'autonomia limitata sulla base, non negoziabile, della marocchinità del territorio saharawi, senza lasciare spazio, naturalmente, all'autodeterminazione, né all'independenza (i cui vantaggi e benefici sono stati oggetto di seri studi, come quello del cattedratico di Diritto Costituzionale Carlos Ruiz Miguel, “Sáhara Occidental: Independencia, paz y seguridad”, Cuadernos de Pensamiento Político nº 12, 2006, http://web.usc.es/~ruizmi/).

3. Dopo tanto tempo (32 anni), tanti impegni disattesi, tanti sgambetti al processo decolonizzatore, il Marocco continua a scommettere sulla sua politica di fatti scontati: ciò che si potrebbe negoziare tra le Parti sono, al massimo, alcune condizioni della pretesa autonomia e del corrispondente processo; il popolo  saharawi dovrebbe accettare e soffrire, per cominciare, la sottomissione e l'annessione al Marocco. E' questo ciò che Bernabé López chiama “difendere la dignità”? Non è forse stabilito nella Carta delle Nazioni Unite che la soluzione ai problemi della decolonizzazione è il referendum di autodeterminazione con tutte le opzioni aperte? (www.un.org/). Cosa faremmo noi spagnoli in un caso simile, cioè se "loro" (i saharawi) fossero gli spagnoli e “noi” (gli spagnoli) fossimo i saharawi e ci trovassimo nella loro situazione? Cosa facemmo quando ci invasero le truppe napoleoniche? Rinunciammo forse alla nostra indipendenza? Lasciammo che si calpestasse la nostra dignità? No; il popolo spagnolo si alzò, combattè ed espulse l'invasore, con le conseguenze rese immortali da Francisco de Goya ne Los fusilamientos del tres de mayo. Oggi, alcuni tra quei patrioti sono onorati come eroi nel cimitero La Florida, a Madrid.

4. Proprio perchè il Marocco ha negato ai saharawi – dapprima con l'invasione e l'occupazione e, dopo, con la trasgressione sistematica della legalità internazionale - la realizzazione di ciò che ora si pretende qualificare come utopia, il popolo saharawi non ha avuto altra via d'uscita - per difendere la propria dignità e sopravvivenza come popolo - che proclamarsi Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) in esilio, riconosciuta ormai da più di ottanta paesi. E, dalla dichiarazione di cessate il fuoco del 1991, auspicata dall'ONU, la RASD ha scelto  la soluzione pacifica per offrire al suo popolo un futuro legittimo e degno, che passa  necessariamente per l'inalienabile diritto all'autodeterminazione.

5. Non “ci sono sul tavolo due progetti coerenti che riconoscono il diritto all'autogoverno del popolo saharawi". Il documento presentato lo scorso mese di aprile dal Fronte Polisario al Segretario Generale dell'ONU, per essere discusso al Consiglio di Sicurezza, ha come titolo "Proposta del Fronte Polisario per una soluzione politica mutuamente accettabile che assicuri l'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale". In cambio, il titolo di quello presentato dal Marocco è ben diverso: "Iniziativa di autonomia per la regione del Sáhara". Ogni commento è superfluo. Nella proposta del Fronte Polisario si richiama e si difende la legalità internazionale, avallata dalle risoluzioni delle Nazioni Unite, mentre il progetto del Marocco la nega o, quantomeno, la mutila considerevolmente. Già nell'aprile del 2006, nel suo Rapporto al Consiglio di Sicurezza, il Segretario Generale dell'ONU diceva testualmente (S/2006/249, punto 37): “Nelle consulte bilaterali tenute dal mio Inviato Speciale [...], il Fronte Polisario ha ribadito che in nessun caso avrebbe negoziato alcun tipo di autonomia sotto la sovranità del Marocco. Il mio Inviato Speciale ha chiarito che [...] si è parlato di negoziati senza condizioni previe, miranti a raggiungere una soluzione politica giusta, durevole e mutuamente accettabile che permetta la libera determinazione della popolazione del Sahara Occidentale. Il Consiglio di Sicurezza non potrebbe invitare le parti a negoziare riguardo ad un'autonomia del Sahara Occidentale sotto la sovranità del Marocco, poichè ciò implica il riconoscimento della sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale, fatto fuori da qualsiasi considerazione, dato che nessuno Stato Membro delle Nazioni Unite ha mai riconosciuto tale sovranità". E nell'ultima - fino ad ora - Risoluzione del Consiglio di Sicurezza, del 30 aprile scorso (S/RES/1754), nuovamente si “esortano le parti ad intavolare negoziati in buona fede senza condizioni previe [...], miranti a raggiungere una soluzione politica giusta, durevole e mutuamente accettabile che conduca alla libera determinazione della popolazione del Sahara Occidentale”.

6. La legalità internazionale è  – con tutte le sue mancanze - l'insieme di norme che ci siamo dati noi umani come misura di convivenza, per vivere in pace e risolvere i conflitti in maniera pacifica. Però è necessario rispettarla ed applicarla. Il Marocco non la rispetta (in conformità a quanto si dispone nel Capitolo VI della Carta delle Nazioni Unite) e la comunità internazionale non esercita sufficiente pressione perchè venga applicata (in conformità al Capitolo VII). Come segnala Bernabé López, “la legalità internazionale è una misura per assicurare il rispetto dei diritti dei popoli". Ma si rispettano forse i legittimi diritti del popolo saharawi? E, al contrario, hanno forse violato i saharawi i diritti del popolo marocchino? Se la RASD avesse invaso ed occupato il Marocco, come avrebbe reagito la comunità internazionale? Il caso del Kuwait – oltre a quello di Timor - è abbastanza vicino nel tempo. Rispetto a ciò le speculazioni sono superflue.

7. Se il Marocco ha sistematicamente fatto ostruzione contro un referendum trasparente e giusto è perchè i suoi governanti hanno paura di perderlo. Negano in questo modo, anticipatamente, sopprimendola dalla realtà, la pretesa utopía (la legalità internazionale e, in questo caso, l'independenza) della quale parla Bernabé López, mantenendo allo stesso tempo il popolo saharawi nella più indegna delle condizioni di vita, nella privazione della terra e nella miseria (www.umdraiga.com). Sperano così di guadagnare tempo, stremare e demoralizzare i saharawi, alienare la memoria storica dalle giovani generazioni, vincere per estenuamento un intero popolo, con la vana speranza che, alla fine, soccomberanno ed accetterano ciò che gli verrà dato, sprofondati nelle contraddizioni generate da ostacoli ingiusti.

8. Il Marocco ha praticato per 30 anni non la politica dello struzzo, come sostiene il nostro autore, bensì la politica della terra bruciata, dei fatti scontati, già dalla tristemente celebre Marcha Verde (di una popolazione civile infiammata e manipolata, da un lato, e di carroarmati, aerei e truppe dall'altro), ordita sotto il patrocinio strategico di Henry Kissinger. La Spagna e la comunità internazionale hanno lasciato fare, guardando dall'altra parte, assorte in affari più lucrosi e con una visione miope, di corto raggio, che dura già da troppo ed è divenuta insopportabile.

9. Il diritto all'autodeterminazione non presuppone, obbligatoriamente e necessariamente, l'independenza. Come riporta esplicitamente e testualmente il punto 8 della Proposta saharawi, “Il Fronte Polisario si impegna inoltre ad accettare i risultati del referendum, quali che siano, ed a negoziare con il Regno del Marocco, secondo gli auspici delle Nazioni Unite, le garanzie che è disponibile ad offrire alla popolazione marocchina residente nel Sahara Occidentale da 10 anni, così come al Regno del Marocco per gli aspetti politici, economici e legati alla sicurezza, nel caso in cui il referendum di autodeterminazione culmini con l'independenza”  (www.ambrasd.org/ES/infos/2007/abril/propuestaPoliabril07.html).

10. Se ora, in questi momenti, soffiano venti nuovi, è perchè all'élite governante in Marocco sono venute a mancare le carte da giocare, perchè il popolo saharawi ha saputo resistere degnamente, una volta dopo l'altra, mantenendo il proprio deciso impegno nei confronti della legalità internazionale (altrochè utopía), tessendo una fitta rete di solidarietà tra tutti i popoli e portando la propria causa in ogni angolo del mondo. E perchè la società civile - e non sempre i governanti - reclama, ogni volta di più, il rispetto e l'applicazione della legalità internazionale.


(*) Ci si riferisce al periodo successivo alla dittatura di Franco, la Transición Española, durante il quale i partiti di sinistra entrarono nella 'concertazione' per la formazione del nuovo Stato democratico, rinunciando però ad alcune richieste storiche, accettando per esempio il ritorno della Monarchia ai danni dell'ideale Repubblicano portato avanti fin dalla Guerra Civile. L'articolo di Bernabé López García. (ndt) 



Originale da
Rebelion

Sull'autore

Davide Bocchi è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è in Copyleft per ogni uso non-commerciale: è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne l'autore e la fonte.
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PACE E GUERRA: 26/06/2007

 
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