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25/07/2014
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I neoconservatori formano un nuovo gruppo anti-iraniano con presunte pretese bipartisan


AUTORE:  Richard SLVERSTEIN

Tradotto da  Andrej Andreevič


Se avete letto l'articolo dedicato a United Against Nuclear Iran su The Forward sarete rimasti un po' perplessi, visto che le due realtà raccontate sono molto differenti.
Ecco come Marc Perelman comincia la storia (i corsivi non sono miei):

Un'ampia coalizione cerca di prevenire un Iran nucleare
In uno sforzo per aumentare la consapevolezza pubblica sulle ambizioni nucleari iraniane, è stata lanciata una nuova organizzazione... focalizzata su questa questione.
I promotori del gruppo, che si chiama United Against Nuclear Iran [Uniti Contro l'Iran Nucleare], spera di replicare la Save Darfur Coalition, che ha unito persone di sinistra e falchi così come gruppi ebraici e cristiani per intercedere a favore della regione sudanese distrutta dalla guerra.
Il gruppo è stato costituito come organizzazione caritatevole non profit (codice 501c3) che si presenta come "ampio blocco politico non di parte" che sarà composto da individui e organizzazioni "di diverse etnie, comunità religiose, affiliazioni politiche e sociali", secondo una dichiarazione di intenti postata sul sito internet, che è ancora in costruzione.

A quanto sembra Perelman ha creduto ai PR dell'organizzazione prendendo per buona la loro pretesa di essere un "ampio blocco politico". Ma è davvero così?

Il direttore esecutivo della nuova organizzazione è Mark Wallace... [che] ha cominciato la propria carriera politica [sic] lavorando come assistente con l'allora governatore della Florida Jeb Bush e nel gruppo legale repubblicano durante il riconteggio dei voti delle elezioni presidenziali in Florida nel 2000. Dopo aver lavorato nella Homeland Security sotto il presidente Bush, all'inizio del 2006 è si è occupato di management e riforme nel gruppo statunitense alle Nazioni Unite dell'allora ambasciatore americano all'ONU John Bolton. Durante la sua permanenza in carica Wallace, al quale era stato dato il ruolo di ambasciatore, ha fatto inquietare molti funzionari tentando aggressivamente di imporre inchieste sulla corruzione nei programmi ONU. Ha lasciato il posto in aprile, tra voci che lo volevano fuori dalle grazie di un ambasciatore più conciliante, Zalmay Khalilzad.
La moglie di Bolton [qui c'è un errore, dovrebbe essere 'la moglie di Wallace'], Nicolle, è stata direttrice delle comunicazioni alla Casa Bianca dal 2005 fino alla metà del 2006, e successivamente, il primo maggio, si è unita alla campagna presidenziale di McCain come senior adviser. I coniugi Wallace sono consulenti della candidata alla vicepresidenza Sarah Palin per le interviste e i dibattiti.

Esploriamo la leadership di questo "ampio blocco politico". A capo c'è un protetto di John Bolton, che si scagliava contro le Nazioni Unite proprio mentre vi lavorava come "ambasciatore". Sua moglie era direttrice delle comunicazioni per Bush. Entrambi consigliano Sarah Palin. Questo sistema tutto. Dietro non c'è alcuna agenda politica nascosta.
Una fonte confidenziale mi ha detto che se cercate su whois informazioni sul dominio del sito internet, lo troverete registrato a nome di:

Henley MacIntyre
45 Rockefeller Plaza
Suite 2162
New York, New York 10111

Cercate il nome con Google, e scoprirete che si tratta di un'ex assistente di Bush coinvolta nello scandalo delle email RNC/Casa Bianca. I membri dello staff della Casa Bianca utilizzavano computer forniti dall'RNC [Radio Network Controller]; la politica del gruppo è di eliminare tutte le vecchie email, e le comunicazioni critiche interne per seguire lo svolgimento del caso del licenziamento dei legali statunitensi potrebbero essere state distrutte. È una violazione della legge federale. Mmmm, la cosa si fa sempre più curiosa.
Quindi cosa abbiamo? Chiaramente un ulteriore tentativo della destra repubblicana (includendo l'AIPAC e altri gruppi e finanziatori ebraici di destra) di preparare a Washington un clima che giustifichi politiche più bellicose e belligeranti verso l'Iran. Dal momento che nell'apparato politico-militare ci sono potenti elementi che spingono per una guerra con l'Iran, è probabile che queste manovre cerchino di aggregare consenso per un probabile attacco israeliano.
Mahmoud Ahmadinejad parlerà alle Nazioni Unite il 22 settembre. Gruppi pro-israeliani come l'Israel Project acquisteranno spazi pubblicitari sulle tv via cavo di New York per denunciarne la visita. Non sarei sorpreso se gli spot elettorali di McCain tentassero di collegare Obama e i falchi iraniani. Sarebbe una partita molto combattuta. United Against Nuclear Iran sembra avere lo scopo di amplificare questo sforzo propagandistico.
Ci si chiede perché The Forward abbia deciso di dedicare un articolo a un gruppo che non ha collegamenti ebraici evidenti. Dal momento che Mark Wallace ha rifiutato di rivelare le fonti di finanziamento del gruppo, sospetto che ci siano di mezzo i soldi di gruppi ebraici conservatori. Una volta che un gruppo riceve lo status di organizzazione caritatevole non profit (codice 501 c3) dovrebbe rivelare i nomi dei suoi finanziatori. Purtroppo adesso possono tenere nascosti questi dati.
Conta poco che Wallace dica di essere sostenuto da Richard Holbrooke e Dennis Ross. Non so perché questi due stiano cercando di far credere cose non vere. Ho scritto loro un'email chiedendo in che maniera sono coinvolti, se lo sono, col gruppo. Se hanno sostenuto il gruppo sono stati raggirati. Trovo strano che due consiglieri ufficiali della campagna di Obama possano affiancarsi a un gruppo che ha un evidente orientamento neoconservatore e pro-McCain. Mi chiedo se entro breve riceveremo da Ross e Holbrooke qualche dichiarazione di smentita o chiarimento.
Il sito del gruppo omette convenientemente di elencare i membri del gruppo direttivo, rendendo impossibile verificare se le loro pretese biparitsan siano sincere. La frase finale dell'articolo di Forward è involontariamente umoristica:

Il portavoce [di Wallace] Kildea ha sottolineato che l'iniziativa è un impegno autenticamente bipatisan.

Come no. Continua a ripeterlo, magari qualcuno alla fine ci crederà.


Originale da: Richard Silverstein

Articolo originale pubblicato il 12 Settembre 2008

L’autore

Andrej Andreevič è collaboratore del blog russologi http://mirumir.altervista.org e di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

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IMPERO: 19/09/2008

 
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